Milano, 27 gen. (AdnKronos) – Oggi come oggi, “non c’è un’industria automobilistica che verrebbe a mettere la sua base produttiva in Italia”. E le imprese della componentistica presenti sul territorio nazionale non crescono semplicemente “perché non ci sono le condizioni”, tanto che preferiscono espandersi all’estero, dove trovano un ‘habitat’ migliore. Lo ha sostenuto il presidente della Pirelli Marco Tronchetti Provera, intervenendo oggi al Quattroruote Day a Milano.
La componentistica, ha spiegato l’industriale, “per avere successo negli ultimi decenni ha dovuto installarsi molto all’estero, perché la crescita del settore automobilistico dal punto di vista industriale si è avuta in Germania; c’è stata, fuori dall’Europa, in Asia, negli Usa e in America Latina, ma non in Italia. Quando Fiat ha, giustamente secondo il suo progetto, spostato il baricentro fuori dal Paese, non ci si è chiesti il perché: c’è stato chi si è detto favorevole e chi contrario, ma erano discorsi senza senso”.
Invece, continua Tronchetti, quella “era una buona occasione per chiedersi come fa questo Paese, che ha sulla cultura della componentistica e del design una forza enorme, a non attrarre investimenti. Perché vanno in Inghilterra e non vengono in Italia? Ci sono molte più competenze in Italia che in Inghilterra. Eppure questo non se lo è chiesto nessuno”.