Home Nazionale Caso Yara: consulente procura, non c’è Dna mitocondriale di Bossetti (2)

Caso Yara: consulente procura, non c’è Dna mitocondriale di Bossetti (2)

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(AdnKronos) – A Previderè spetta il compito di comparare i capelli e i peli trovati sul corpo della vittima con il Dna della vittima e con ‘Ignoto 1’ il cui profilo del campione mitocondriale è reso disponibile dal Ris di Parma che a loro volta lo rilevano dalla relazione a firma del consulente Emiliano Giardina. Per risalire invece al profilo di Yara si chiede un campione di tessuto osseo dello spessore di circa due centimetri prelevato dal femore.
Ma qui sorge la prima anomalia: il “semplice confronto di tali profili aplotipici consentì di realizzare immediatamente di essere in presenza di un unico profilo apolitico mitocondriale” scrive Previderè nella sua relazione e tale profilo “era certamente attribuibile alla vittima e non al soggetto definito ‘Ignoto 1’, come indicato nella relazione del consulente del pm, dottor Giardina”. Un errore che vuol dire che il Dna di 532 persone, o meglio di 532 donne, non è stato confrontato con quello della persona sospettata di aver ucciso Yara ma con quello della vittima.
Una svista, ma le anomalie non finiscono qui. La traccia trovata sugli slip della vittima mostra una traccia abbondante del Dna cellulare del 44enne muratore, ma inspiegabilmente secondo i genetisti non contiene una quantità tale di Dna mitocondriale tanto che i Ris di Parma non sono stati in grado di dire, con certezza, se sul corpo della vittima ci fosse sangue, saliva o sperma di ‘Ignoto 1’. Un risultato difficile da spiegare: il Dna cellulare, unico per ciascun individuo, contiene al suo interno il Dna mitocondriale che caratterizza la ‘linea femminile’ della discendenza. Non solo il Dna cellulare di Bossetti non coincide con quello mitocondriale, ma scientificamente risulta complicato giustificare una traccia abbondante di Dna cellulare e l’assenza di quello mitocondriale.