Roma, 23 gen. (AdnKronos) – ”Il nome vero per il Colle resterà coperto fino all’ultimo e uscirà fuori solo al momento opportuno”, vanno ripetendo dalle parti del Largo del Nazareno e di Arcore anche in queste ore, dove continuano a scommettere per un nuovo capo dello Stato alla quarta votazione, quella più ‘garantita’ dai franchi tiratori, grazie alla maggioranza assoluta richiesta. Questa scommessa, però, porta con sè delle insidie su come blindare il voto nei primi scrutini: meglio la scheda bianca o presentare un candidato di bandiera, come ha fatto Forza Italia? Una scelta annunciata da Silvio Berlusconi, durante una riunione con i suoi deputati dopo l’incontro con Area Popolare, che ha sancito la riconciliazione con Angelino Alfano, almeno sul metodo per le ‘presidenziali’.
Alfano non ha dubbi e lo ha detto oggi a chiare lettere, al termine della riunione dei suoi con Scelta Civica e Per l’Italia, dedicata proprio al nodo del Colle: ”Noi voteremo scheda bianca”. E ha spiegato: ”Se il metodo individuato con il segretario del Pd sarà quello di procedere alla quarta votazione, noi alle prime tre saremo per la bianca e non credo, da quelle che sono le informazioni che sono riuscito ad avere, che il Pd spenderà un candidato di bandiera”’. Le parole del leader di Ncd sono suonate quasi come un monito nei confronti del Cav. E chissà se non siano condivise anche da Matteo Renzi.
Raccontano che dietro la mossa del ministro dell’Interno ci sia una strategia precisa: evitare ‘conte’, che in questo momento così delicato non convengono a nessuno. Per gli alfaniani, infatti, indicare un candidato di bandiera (anche se si tratta di una figura stimata come Antonio Martino) potrebbe essere controproducente e favorire il tiro al bersaglio dei ‘sabotatori’. Alfano, raccontano, avrebbe suggerito al leader azzurro (durante l’incontro al Senato di mercoledì scorso tra i gruppi Ncd-Ap) la scheda bianca o indicare un candidato di bandiera ma senza dire nulla alla stampa per non bruciarlo.