Davos, 23 gen. (AdnKronos) – “Alla conferenza sul clima di Parigi deve esserci un accordo globale stringente per iniziare la lotta contro il riscaldamento climatico che è la grande sfida del XXI esimo secolo. Non ci deve essere solo una dichiarazione di principio”. Così il presidente della Repubblica francese, François Hollande, nel corso del suo intervento al Wef di Davos.
La terra, sottolinea, “non è una merce, non è una rendita. E’ un patrimonio che abbiamo in comune. Le conseguenze del riscaldamento climatico oramai si conoscono. Se non faremo nulla raggiungeremo 4 gradi in più entro la fine del secolo con ripercussioni significative sui livelli degli oceani”. Basta pensare, osserva Hollande, “che su 25 città che nel 2015 contano più di 10 milioni di abitanti, 19 sono sulla costa: 200 milioni di persone sono quindi direttamente minacciate dal riscaldamento climatico. Questo porta a conseguenze economiche”.
I rifugiati climatici, osserva Hollande, “sono oltre 20 milioni. E’ una responsabilità morale e politica. Una crisi risolta male porta ad altri problemi”. Inoltre, aggiunge, “bisogna pensare che la transizione energetica è anche un’opportunità, una capacità di crescita che possiamo anche sviluppare. Di fronte a noi c’è un mondo che cambia”. Le forze vive del mondo, Stati, istituzioni finanziarie e imprese, sottolinea Hollande, “devono essere gli attori per la riuscita dell’accordo sul clima di Parigi” e “dare il loro contributo”.