(AdnKronos) – A causa dei vincoli imposti la spesa per investimento dei Comuni nel 2013 diminuisce, dice ancora la Corte dei Conti, del 5,8% mentre la spesa corrente si incrementa, in termini di impegni, del 5,5%, principalmente per le prestazioni di servizi (+4,9%). Calano, invece, gli oneri per il personale (-2,2%) e quelli per l’acquisto di beni di consumo (-6,4%). Per le Province si registra una “severa riduzione” della spesa finale di oltre 1,3 miliardi, destinata ad assorbire tagli di risorse particolarmente incisivi, mentre gli accertamenti delle entrate correnti rispetto al 2012 cedono nella misura del 10,4%. Va invece assumendo “carattere strutturale”, prosegue la Corte dei Conti, il fenomeno dei debiti fuori bilancio con un aumento complessivo nel 2013 dell’8 0% nelle Province (da 72,2 a 130,3 milioni) e del 20,95% nei Comuni (da 576,9 a 697,8 milioni).
Per il comparto regionale i risultati dei conti patrimoniali evidenziano un complessivo miglioramento, con le Regioni a statuto ordinario del Nord che mostrano i maggiori segnali di sofferenza, mentre le Regioni a statuto speciale e le Province autonome sembrano consolidare in modo significativo i propri saldi patrimoniali. La gestione di competenza 2013 registra un saldo complessivo pari a +5,2 miliardi, di contro ai risultati negativi del biennio precedente, ed anche la gestione di cassa risulta in avanzo (+3,7 miliardi). Anche la gestione in conto capitale di competenza mostra saldo positivo, prevalentemente per l’immissione di liquidità a seguito dei provvedimenti ex dd.ll. n. 35 e n. 102 del 2013.
Sotto il profilo della gestione sanitaria, la relazione dei magistrati contabili, rileva una contrazione della spesa nell’ultimo triennio. Tra le principali componenti della spesa sanitaria corrente riducono il loro peso sulla spesa complessiva le spese di personale (dal 34,97% nel 2002 al 32,19% nel 2013) e la spesa farmaceutica convenzionata (dal 14,98% nel 2002 al 7,86% nel 2013). Risulta confermata l’efficacia delle misure di contenimento della farmaceutica territoriale e la difficoltà a contenere quella ospedaliera; il risultato per il 2013, anche se positivo perché la spesa diminuisce complessivamente del 3,6% rispetto all’anno precedente (-0,6 miliardi in valore assoluto), è prodotto da un incremento del 7,6% della spesa ospedaliera e da un calo del 7,2% di quella territoriale. (segue)