Roma, 14 gen. (AdnKronos) – Fino ad ora sono solo cinque i Governatori che hanno modificato le addizionali regionali Irpef. A esclusione della Lombardia, gli aumenti interesseranno i contribuenti con redditi medio alti. In linea generale, gli incrementi di imposta scatteranno per i redditi con più di 40.000 euro: se in Abruzzo il rincaro sarà di 38 euro e varrà per quasi tutti i livelli di reddito, in Emilia Romagna dove i redditi sino a 39.000 euro addirittura ci guadagnano, a partire dai 40.000 euro si registrerà un leggero aggravio pari a 2 euro, per arrivare a sfiorare i 1.500 euro di tasse in più per i redditi da 300.000 euro. E’ quanto sostiene la Cgia di Mestre.
Anche in Liguria i contribuenti con più di 40.000 euro si troveranno un aumento di 5 euro, fino a toccare i 1.560 euro in più per i più ricchi. In Piemonte, invece, l’incremento delle aliquote comporterà un inasprimento della tassazione molto significativo. Se per i redditi oltre i 40.000 euro si pagherà 53 euro in più, per i redditi superiori si arriverà a pagare oltre 2.500 euro per la soglia dei 300.000 euro. Solo i lombardi possono ritenersi soddisfatti: fino ai 100.000 euro di reddito non si avvertirà alcuna differenza rispetto l’anno scorso: i contribuenti con un reddito oltre i 150.000 euro pagheranno 5 euro in più, per arrivare a un aumento di 20 euro per i redditi da 300.000 euro.
“Al netto degli obblighi di legge che hanno imposto ad alcuni Governatori la modifica delle aliquote e anche degli scaglioni di reddito dell’addizionale regionale Irpef -sottolinea il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi- l’inasprimento dell’imposizione è legato anche al taglio dei trasferimenti deciso con l’ultima legge di Stabilità. Nel 2015, infatti, le Regioni a statuto ordinario subiranno una riduzione delle risorse erogate dallo Stato centrale di 3,5 miliardi di euro che, in parte, sarà compensata dall’aumento delle tasse locali”.