Roma, 13 gen. (AdnKronos) – “La produzione industriale è aumentata più del previsto a novembre, di 0,3% mese/mese, dopo essere rimasta stabile a ottobre (dato rivisto verso l’alto da una prima lettura di -0,1% mese/mese). Le attese erano per un aumento limitato a un decimo. Su base congiunturale è il dato migliore dallo scorso giugno. L’output resta in rosso su base annua, ma la flessione si attenua a-1,8% da -3% precedente”. Così Paolo Mameli, senior economist della Direzione Centrale Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, sul dato della produzione industriale a novembre.
Il dato diffuso oggi, sottolinea Mameli, “potrebbe essere un primo segnale del fatto che l’industria comincia a beneficiare degli effetti dell’indebolimento del cambio e del calo delle quotazioni delle materie prime. A nostro avviso, tali effetti (come visibile anche dal miglioramento del morale delle imprese manifatturiere a dicembre) non potranno che amplificarsi nei prossimi mesi (anche se la presenza di ponti festivi a dicembre e gennaio potrebbe pesare sulle variazioni mensili dell’output)”.
La variazione ‘acquisita’ della produzione industriale per il trimestre autunnale è di -0,3% trimestre su trimestre. Si tratta del quarto trimestre consecutivo di calo, che tuttavia, aggiunge, “sarebbe assai meno marcato che nei mesi estivi (-1% trimestre su trimestre). In altri termini, il contributo negativo al valore aggiunto dall’industria (-0,1% negli ultimi due trimestri) potrebbe risultare poco significativo negli ultimi mesi dell’anno. Ciò segnala qualche rischio al rialzo sulla nostra previsione di un pil ancora in calo nel trimestre: il dato potrebbe risultare nel range tra -0,1% e zero. Il ritorno alla crescita, nelle nostre stime, è comunque rimandato al trimestre in corso”.