Roma, 12 gen. (AdnKronos) – “Se partirà” il processo di riconciliazione nazionale della Libia “sotto le bandiere dell’Onu” il governo proporrà al Parlamento di sostenerlo “anche con interventi di monitoraggio e di peacekeeping”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni intervenendo nell’aula del Senato. Il responsabile della Farnesina ha ricordato che l’Italia “sta collaborando sul piano politico, informativo e logistico” col tentativo dell’inviato speciale delle Nazioni Unite che questa settimana porterà ad un primo incontro di riconciliazione nazionale da tenersi a Ginevra.
Il nostro Paese, ha detto ancora Gentiloni, “non si può rassegnare alla prospettiva di una Libia divisa in due o più parti in guerra tra loro”. Sarebbe, ha aggiunto, una minaccia “inaccettabile a due passi da casa nostra” perché il “contagio del terrorismo” rischierebbe di diventare “inarrestabile”.
La Libia, ha ricordato ancora il ministro, è oggi un “territorio enorme” diventato un “porto franco”, come dimostrano anche gli 826 sbarchi di migranti avvenuti nel 2014 sulle nostre coste per un totale di 141mila persone.