(AdnKronos) – Le difficoltà economiche e sociali fanno stringere i ranghi all’interno della famiglia che si rafforza, non solo come soggetto di welfare che opera come fornitore di servizi e tutele per i membri che ne hanno bisogno, ma anche come supporto psicologico per affrontare nuove ansie e preoccupazioni.
Circa 2,5 milioni di famiglie italiane (il 14,3 per cento) fanno insieme tutti e tre i pasti per tutti e sette i giorni della settimana, identificando nella tavola, dalla colazione al pranzo alla cena, un quotidiano momento unificante per tutti i suoi membri. Un incontro che – rilevano Coldiretti/Censis – pur non garantendo la qualità della relazioni, è un valore in sé, perché è un momento certo in cui il principio primo della relazionalità può realizzarsi: essere vicini, potersi guardare negli occhi e scambiarsi parole, opinioni, anche a muso duro se necessario.
Al contrario sono solo 342mila le famiglie in cui la copresenza a tavola durante la settimana è ridotta a livelli minimi, vale a dire al massimo un pasto insieme due volte a settimana. La cena si classifica come il momento più unificante, con 8,8 milioni di famiglie che cenano insieme tutti i giorni della settimana, 5,2 milioni pranzano insieme tutti e sette i giorni e 4,6 milioni di famiglie fanno tutti e sette i giorni colazione alla presenza di tutti i membri.