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Francia: Calderoli, per una vignetta volevano uccidermi

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Roma, 9 gen. (AdnKronos) – “Dolore per l’assurdità di vite spezzate in nome di una religione. Ma non sono sorpreso: è evidente che siamo in guerra. E poi ho rivissuto un incubo”. Lo sottolinea Roberto Calderoli in un’intervista al Giornale ricordando l’episodio della t-shirt con la vignetta di Maometto che indossò nel 2006, creando un caso internazionale. ”Già all’epoca -dice il senatore della Lega Nord – ci furono atti di violenza contro un giornale danese che pubblicò vignette sull’Islam. Denunciai la cosa con una maglietta. Che era pure soft…C’erano disegnati i quattro Dei delle religioni monoteiste su una nuvoletta e Gesù Cristo diceva a Maometto: ‘Non te la prendere, sfottono anche me”’.
”Nel covo di un terrorista -rivela Calderoli- trovarono foto di casa mia e il percorso che facevo di solito. In una pizzeria da asporto di Bergamo che frequento, poi, lasciarono un depliant con le istruzioni per farmi fuori”. L’ex ministro riferisce che ricevette pressioni per lasciare il governo: “Ricordo le telefonate di Pisanu, di Fini ma soprattutto del presidente dell’Eni Scaroni. Gheddafi minacciava di interrompere le forniture di gas e petrolio. Gli scontri di Bengasi, dove ci furono 11 morti, non c’entravano niente con me e la mia maglietta. Era una manifestazione anti Gheddafi e l’esercito sparò sulla folla”.