(AdnKronos) – Per ora però dalla Casaleggio associati tutto tace. “Procedere con l’espulsione via blog – ragiona un deputato ‘ribelle’- vorrebbe dire sconfessare l’assemblea dei senatori. Insomma, a livello di immagine sarebbe un pastrocchio, l’ennesimo”.
Del resto c’è chi si dice convinto che, in realtà, i 5 Stelle ieri, con la mancata espulsione di Vacciano e Simeoni, abbiano adottato una vera e propria strategia per contrastare chi, tra le file dei dissidenti, è pronto ad usare l”escamotage’ delle dimissioni per uscire dal gruppo restando in Parlamento, ma evitando il disprezzo degli attivisti e della Rete. Il caso Currò docet. Le dimissioni, di prassi, vengono infatti respinte dall’Aula. L’idea dei ribelli, stando almeno ai rumors e alle ammissioni di qualche dissidente, è rassegnare le dimissioni, lasciare trascorrere qualche mese per raccogliere le forze e riorganizzarsi.
Evitando l’espulsione e tenendoli nel gruppo, i 5 Stelle potrebbero mettere i ribelli pronti a uscire con le spalle al muro. Ma c’è anche chi vola basso e ne fa una mera questione di soldi. “Per una forza politica che rinuncia ai rimborsi elettorali e si autofinanzia da sola – evidenzia un senatore – due parlamentari in meno sono soldi che escono e che di certo non riusciremo a recuperare. Se conti che da inizio legislatura solo a Palazzo Madama ne abbiam persi 15…”.