(AdnKronos) – (Adnkronos) – Da un recente studio di Intesa Sanpaolo è emerso che le imprese italiane nei prossimi anni dovranno puntare in modo stabile sulla domanda estera, che continuerà ad essere sistematicamente superiore a quella italiana. Il Pil mondiale del 2015 crescerà del 3% mentre quello italiano solo di mezzo punto percentuale. Un divario simile si dovrebbe riproporre negli anni successivi. La nostra competitività continua ad essere buona, tanto che nel primo semestre del 2014, tra i principali paesi esportatori, solo la Polonia è cresciuta più dell’Italia. Il rapporto attuale tra esportazioni e produzione del manifatturiero, benché in continua crescita, permane decisamente inferiore a quello dei principali competitor europei, segnalando che vi sono ancora molte opportunità da cogliere: in Italia il rapporto è di poco inferiore al 40%, ma in Francia è prossimo al 50% e in Germania si avvicina al 60%.
L’iniziativa pilota, avviata all’interno della Direzione Regionale Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, guidata da Renzo Simonato, è strutturata sulla base di tre moduli: la sessione appena svolta ha visto la partecipazione di 35 imprese del territorio. I successivi moduli di approfondimento saranno avviati a partire da gennaio 2015, avvalendosi – tramite Intesa Sanpaolo Formazione – anche dei fondi interprofessionali, quali ad esempio Fondimpresa.
Le imprese del Veneto e del Friuli Venezia Giulia sono tra le principali esportatrici del Paese, con un rapporto export/Pil rispettivamente del 38% e 35% (media nazionale 26%), trascinate dalle vendite sui “nuovi mercati”. Questi dati dimostrano l’importanza dell’export per la competitività delle nostre aziende.