Milano, 29 dic. (AdnKronos) – A Milano è stato l’anno dell’Attesa, dei preparativi e delle prove generali. Tra sei mesi Expo 2015 farà il pieno di visitatori – sono stati già venduti 7,2 mln di biglietti – e il 2014 è servito soprattutto a capire se il capoluogo lombardo sarebbe stato in grado di farcela. Dall’Asem all’esondazione di Seveso e Lambro fino alla rivolta dei tassisti contro Uber, ogni grande evento ha posto le istituzioni di fronte al problema dei grandi imprevisti e degli impegni per arginarli.
Gli arresti della cosiddetta ‘Cupola’ legati agli appalti di Expo, che portano in carcere l’8 maggio Primo Greganti, Gianstefano Frigerio e il responsabile dei contratti Expo Angelo Paris, colgono di sorpresa il team del commissario Giuseppe Sala. Tutto si risolve, in parte, con la nomina del presidente dell’Anac Raffaele Cantone alla guida di una task force per vigilare sulla legalità dei lavori che rimette in moto i cantieri. Solo un mese prima, il 2 aprile, la Germania era salita sul podio per aver posato la prima pietra del suo Padiglione nell’area di Rho-Pero dando ufficialmente il via ai lavori dei Paesi partecipanti.
‘Non di solo Expo’ si vive – e si racconta – Milano nel 2014: spaventano e creano disagi per settimane gli scontri tra i tassisti e gli autisti di Uber, la nuova app del noleggio che spariglia la consolidata routine della mobilità cittadina. Il 17 e il 18 maggio sono i giorni dove la tensione cresce maggiormente: i tassisti lanciano oggetti e uova contro la manager del gruppo, Benedetta Arese Lucini, ospite del Wired Next Fest e, il giorno seguente, organizzano uno ‘sciopero bianco’ che blocca città e aeroporti per ore.