(AdnKronos) – Il movimento che Salvini ha in testa “non teme le contestazioni, del resto – osserva Volpi – sono sempre gli stessi a contestare: persone che non hanno speranze, non hanno idee e non guardano al futuro. No, non ci fanno paura. Noi guardiamo a tutte le persone perbene, nessuno escluso, provenienti da tutte le culture politiche. Partendo dal centro. Forse è proprio questa l’unica alternativa possibile”.
Salvini punta al coinvolgimento diretto di giovani, professionisti, imprese. Insomma, sembrerebbe essere la ‘società civile’ prima ancora che qualunque gruppo organizzato, il motore di questo nuovo progetto a cui il segretario ha lavorato quasi in completa autonomia, con l’aiuto solo di un pugno di fedelissimi. Proprio ‘tenere a bada’ quelli che lui stesso ha definito ‘gli infiltrati’ o ‘i riciclati’ è stato uno dei principali problemi che il leader della Lega si è trovato ad affrontare. ‘Blindare’ il nuovo soggetto rispetto ai tanti che ambirebbero a salire sul carro del Salvini vincitore è stato il lavoro principale del leader leghista, il cui timore parrebbe essere più quello di ‘mischiarsi’ con situazioni che considera già bruciate piuttosto che non quello di raccogliere abbastanza consensi.
Anche perché il nuovo soggetto ‘con Salvini’ si configurerà, almeno secondo quanto trapelato finora, come una struttura snella che non avrà bisogno necessariamente di appoggiarsi su ‘apparati’ già esistenti. Giù dal carro, quindi, almeno per il momento, tutti gli ex e i vari movimenti, partiti e partitini che puntano sulla nuova Lega: intanto il segretario porta avanti il ‘suo’ movimento, tempo per le alleanze fino alle elezioni poi ce n’è sempre.