Home Nazionale Lavoro: Bitti (Ugl), in Josb Act 5 incognite su servizi impiego

Lavoro: Bitti (Ugl), in Josb Act 5 incognite su servizi impiego

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Roma, 17 dic. (AdnKronos) – “Il rafforzamento dei Servizi per il lavoro è necessario e non più rinviabile, perché da esso dipende l’ingresso o il reingresso nel mondo del lavoro di milioni di persone, ma non è altrettanto chiaro quanto il Jobs Act possa contribuire al raggiungimento di tale obiettivo”.Questo in sintesi l’intervento del dirigente confederale Ugl, Fiovo Bitti, nel corso dell’indagine conoscitiva presso la Commissione Lavoro della Camera.
Secondo Bitti sono almeno cinque le incognite che il percorso parlamentare della riforma non ha contribuito a sciogliere. In primo luogo, la questione risorse: “soltanto per portare la spesa in rapporto al prodotto interno lordo in linea con la media dei principali Paesi europei servirebbero fra i 3,5 e i 3,8 miliardi di euro per i soli servizi per l’impiego”. La seconda attiene alle competenze istituzionali e alla riorganizzazione dei servizi stessi sul territorio: “l’istituzione dell’Agenzia nazionale per l’occupazione, che ci trova d’accordo in linea di principio, si inserisce in un contesto fortemente in fieri che parte dalla soppressione delle province e, più in generale, dalla riforma del Titolo V della Costituzione, con tutto quello che ne consegue in termini di competenze”.
Il terzo nodo è relativo al coinvolgimento delle parti sociali che, per essere efficace, dovrebbe essere su più livelli, quindi non solo nella definizione delle linee delle linee di indirizzo generali dell’Agenzia nazionale per l’occupazione, ma anche nella partecipazione alla governance. La quarta attiene al ruolo sinergico tra operatori privati e, più in generale, dai soggetti autorizzati o accreditati, comprese le associazioni datoriali, le organizzazioni sindacali, i patronati e gli enti bilaterali. Infine, la quinta incognita: “non tutti i servizi per l’impiego sono inefficienti. È quindi da queste buone pratiche che si dovrebbe ripartire, pur tenendo conto delle differenze territoriali che incidono in termini di offerta e domanda di lavoro”.