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Poste: Todini, recapiti a giorni alterni, consegne anche il pomeriggio

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Roma, 16 dic. (AdnKronos) – Il postino non passerà più tutti i giorni ma recapiterà la posta ordinaria a giorni alterni. Ma, per servizi più celeri, per i quali si pagheranno tariffe più alte, è prevista la consegna anche di pomeriggio. E’ questa la ‘rivoluzione’ prevista dal nuovo piano strategico di Poste Italiane, che prevede una ridefinizione del servizio universale adeguato alle esigenze degli utenti e del mercato. Novità che dovrebbero essere formalizzate nel nuovo contratto di servizio che sarà sottoscritto entro il 31 marzo prossimo. Ad annunciarlo sono stati i vertici del gruppo, illustrando i capisaldi del nuovo piano.
“Rafforzeremo la logistica – ha spiegato il presidente Luisa Todini – gia’ oggi siamo partner di Amazon e puntiamo a rafforzare la collaborazione. Punteremo sulla posta ordinaria con certezza di consegna; si parla di consegne a giorni alterni e anche il pomeriggio, con un tariffario da definire con l’Agcom”. Come ha spiegato l’ad di Poste, Francesco Caio, la stella polare è il mercato. “Partiamo da quello che ci dice il mercato. Vediamo ormai che i messaggi più urgenti vengono inviati attraverso sms e mail. La posta ha un ruolo importante. Ora il mercato ci chiede certezza che la posta arrivi, anche se in 3 o 4 giorni”, ha detto Caio. Questo ” ci consentirebbe di liberare risorse per gli uffici postali e per i pacchi che sono settori in forte crescita”.
“Una leva abilitante del piano 2020 -ha evidenziato Caio – resta la ridefinizione del servizio universale postale che oggi appare disallineato rispetto ai reali bisogni delle famiglie e quindi non più sostenibile dal punto di vista economico (la spesa media mensile per singolo nucleo si attesta intorno ai 2 euro e il 93% delle persone dichiara di non essere interessato a ricevere quotidianamente la corrispondenza). Il dibattito europeo sulla necessità di riforme del servizio universale postale testimonia la natura strutturale di tale revisione, soprattutto in Italia che ha 1/3 dei volumi pro capite rispetto ai principali Paesi europei”.