Home Nazionale Fi: Berlusconi rinvia tesseramento, fronda non ci sta ‘basta proroghe’/Adnkronos (3)

Fi: Berlusconi rinvia tesseramento, fronda non ci sta ‘basta proroghe’/Adnkronos (3)

0

(AdnKronos) – (Adnkronos) – Un’altra missiva, l’ultima in ordine di tempo, risale a ieri con la quale l’ex premier comunica la proroga di un mese delle adesioni. Qualcuno dice che questo silenzio in pubblico sia dovuto al fatto che i congressi potrebbero rivelarsi una pericolosa arma a doppio taglio, perchè rappresentano un vecchio rito della politica, che aprirebbe una conta interna, cosa che Berlusconi non ha mai amato, convinto che a prevalere non siano i più meritevoli ma solo i cosiddetti signori delle tessere. Raccontano, infatti, che l’ex premier abbia preso in considerazione la strategia congressuale più per esigenze finanziarie che politiche, visto il forte rischio di aprire nuove tensioni tra le varie correnti interne (in particolare tra ‘filorenziani’ e ‘fittiani’) con un ulteriore danno d’immagine per il partito.
In piazza San Lorenzo in Lucina assicurano, però, che c’è già una road map precisa: entro il 31 gennaio 2015 affluiranno tutti i dati dei tesserati ed entro la fine del mese si tireranno le somme per poi avviare all’inizio di febbraio le assemblee comunali. L’ultimo tesseramento azzurro risale al 2007 per i congressi comunali e provinciali, mentre nel 2011 c’è stato quello dell’ex Pdl (per quelli locali) quando Angelino Alfano, in qualità di segretario, assicurò di aver toccato quota 1 milione 139.192 di adesioni. Sette anni fa, l’allora coordinatore Sandro Bondi rivendicò il ”record dei 400 mila iscritti”.
Oggi, invece, la Forza Italia nata dalla scissione pidiellina, non ha dati ufficiali in merito. In attesa del lancio dei congressi, valgono i numeri di marzo scorso, secondo i quali il tesseramento nazionale riguardava solo i quadri e gli eletti e non supererebbe quota 12mila. La stagione congressuale è una strategia fortemente voluta da Verdini. L’obiettivo delle assise in ogni Comune è triplice: innanzitutto, rastrellare soldi grazie alle quote d’iscrizione; in secondo luogo, rafforzare il partito sul territorio e rinnovare la classe dirigente.