(AdnKronos) – L’utilizzo di meccanismi di separazione tra proprietà e controllo, in riduzione rispetto al 1998, appare stabile negli ultimi 4 anni. Le imprese appartenenti a gruppi piramidali o alle parte verticale di gruppi misti, si evidenzia nel rapporto della Consob, sono oggi poco meno del 20% del totale delle società quotate (38,5% nel 1998), mentre le imprese che emettono azioni senza diritto di voto sono solo 28 (32 nel 2012 e 120 nel 1992). Nelle società che ricorrono a strumenti di rafforzamento del controllo, in media i diritti di voto superano i diritti ai flussi di cassa del 19% circa.
Dal 2009 ad oggi è cresciuto da 92 a 96 il numero di società in cui è presente almeno un investitore istituzionale rilevante nel capitale. Tale trend è dovuto prevalentemente a soggetti stranieri, presenti a fine 2013 in 62 società (47 nel 2009). Inoltre mostrano un ruolo crescente nel mercato italiano gli investitori istituzionali con una strategia di portafoglio più attiva (in particolare, fondi di ‘venture capital’ e ‘private equity’ e fondi sovrani).
A fine 2013 gli organi di amministrazione delle società quotate italiane sono composti in media di circa 10 membri, di cui 4,6 indipendenti e 1,7 eletti dalle liste di minoranza.