Roma, 11 dic. (AdnKronos) – Da parte della minoranza Pd, quando si tratta di affrontare e risolvere i problemi degli italiani, c’è sempre massima lealtà al governo, come dimostrato nel corso dell’esame della legge di stabilità. Ma quando la politica inizia a discutere di ‘quali regole del gioco devo cambiare per mantenere il potere’, allora torniamo indietro ad altri tempi e il confronto non solo è necessario ma lo pretendiamo, soprattutto in un partito che si definisce democratico, come il Pd. Una cosa è certa: noi siamo e saremo sempre contro un intervento della troika. E da parte di Matteo Renzi è stato da irresponsabili anche solo averla evocata”. Lo ha affermato Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera, in un’intervista alla web tv de La Stampa.
“Se qualcuno a Palazzo Chigi pensa che ci sia il rischio troika -ha aggiunto- non è all’altezza del lavoro che svolge. Se questo esecutivo vuole andare a 200 all’ora per portare a compimento le riforme va benissimo, noi andiamo anche a 220 ma non consentiremo a nessuno di sfasciare il Paese. E sulla politica economica ci vuole più coraggio. Non capisco perché le multinazionali del web continuano a non pagare le tasse mentre con quei soldi potremmo aiutare giovani disoccupati e i 3 milioni di pensionati che vivono con meno di 600 euro al mese. Ricordo che per fare passare il Mattarellum servono gli stessi voti dell’Italicum e se si tocca la Costituzione è quanto meno doveroso ascoltare chi la pensa anche diversamente. Oggi -ha concluso Boccia- la libertà di pensiero mi pare alquanto limitata, se andiamo avanti così i prossimi anni non avremo in Parlamento deputati ma soldatini che si rifanno al pensiero unico”.