Roma, 1 dic. (AdnKronos) – Continuano i venti di guerra nel M5S. Stavolta sotto accusa finisce il capogruppo alla Camera Andrea Cecconi, ‘reo’ di aver firmato l’espulsione di Massimo Artini e Paola Pinna senza passare dall’assemblea che avrebbe dovuto ratificare la decisione piovuta dal blog di Grillo e votata dalla Rete. La vicenda, esplosa ieri quando la presidente Laura Boldrini ha comunicato in Aula il passaggio dei due ormai ex grillini al gruppo Misto, è stata dibattuta lungamente in un’assemblea di fuoco dei deputati 5 Stelle che si è tenuta ieri sera dopo l’Aula.
Roberto Fico e Luigi Di Maio, entrambi ‘eletti’ nel nuovo direttorio, hanno cercato di placare gli animi. Ma senza riuscirvi. Cecconi ha negato che ci siano state imposizioni o direttive dall’alto. Ma è stato lui stesso, nei giorni scorsi, a dichiarare che la firma sarebbe toccata al presidente del gruppo, Alessio Villarosa. Di fatto scavalcato. Villarosa non era infatti a conoscenza dell’accelerazione: ieri avrebbe appreso la notizia dell’avvenuta ratifica delle due espulsione direttamente in Aula. Un gruppo di deputati, non solo dissidenti, sta cercando di raccogliere le 20 firme necessarie per attivare una procedura di espulsione contro il capogruppo.
“Credo che alla fine non si arrivi all’espulsione, Cecconi è un ‘falco’ e chissà pure se si riusciranno a raccogliere le firme necessarie – ragiona un deputato – di fatto, però, quanto avvenuto è gravissimo, e, se si dovesse arrivare a discutere dell’espulsione, Cecconi dovrebbe avere il buon gusto di fare un passo indietro quanto meno da capogruppo. Venti firme contro di lui, espulsione o no, sarebbero comunque una sfiducia”.