Home Nazionale Burocrazia asfissiante e pressione fiscale da record. Cna: “Vogliamo risposte”

Burocrazia asfissiante e pressione fiscale da record. Cna: “Vogliamo risposte”

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Modena, 29 nov. (AdnKronos) – “Condividiamo i punti salienti della riforma” del lavoro “volti a modernizzare e semplificare il mercato” anche se “bisogna scongiurare il rischio che si introducano nelle imprese con meno di quindici dipendenti oneri nuovi e difficilmente sostenibili. Speriamo in rassicurazioni in tal senso” da parte del governo. E’ quanto detto dal presidente Daniele Vaccarino di fronte a una platea di oltre mille tra imprenditori e artigiani all’Assemblea nazionale della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa (CNA) a Mirandola nel modenese. Per l’appuntamento annuale è stato scelto un capannone, quello dello stabilimento metalmeccanico PTL, ricostruito in tempi di record, dopo il terremoto nel cuore dell’Emilia Romagna.
“Questo luogo narra una storia – dice Vaccarino – che vorremmo fosse metafora dell’intero Paese. Un Paese che oggi è ferito nel corpo e nell’anima”. “Abbiamo scelto un capannone come luogo simbolo nel quale riconoscersi – spiega -. Gli artigiani e i piccoli imprenditori che in questi anni hanno combattuto la crisi continuano a lavorare con determinazione per produrre reddito, lavoro e ricchezza per il loro territorio e per l’Italia. I principali ostacoli da rimuovere al più presto per far ripartire la crescita li conosciamo bene: una burocrazia asfissiante, un credito oggi praticamente inesistente, una pressione fiscale da record mondiale. Chiediamo al Governo e alla politica delle risposte”.
All’esecutivo il numero uno della CNA chiede che “vengano date, finalmente, le premesse costituzionali, per un’amministrazione pubblica efficiente, altamente informatizzata e digitalizzata, capace di adeguare le sue richieste alle dimensioni delle imprese” secondo il principio del “‘Prima pensa al piccolo’ dal regno delle astrazioni alla realtà delle sue azioni quotidiane”. Un ‘cambioverso’ che riguardi “oltre quattro milioni di micro e piccole imprese che contribuiscono, in modo decisivo, alla ricchezza del Paese, al suo benessere sociale”.