(AdnKronos) – Una premessa “fondamentale” per liberare le imprese da una burocrazia asfissiante” perché, aggiunge, per esempio, “nell’Italia che vogliamo imprese e cittadini non devono fare i conti con ottomila diversi regolamenti edilizi”. Burocrazia, ma anche la lentezza della giustizia è una vera e propria “palla al piede per l’impresa” perché, dice Vaccarino, “compromette la propensione all’investimento”. “Nel Paese che abbiamo – attacca – lo Stato non sempre riesce a tutelare i diritti, pone moltissime regole, a volte assurde, a volte contrarie alla ragionevolezza e allo sviluppo delle attività”.
Tra i patrimoni da valorizzare l’ambiente e la cultura. “La credibilità del Paese passa anche attraverso questo – spiega Vaccarino -. La cura e tutela del territorio e dei beni culturali è nutrimento vitale per la miriade di piccole imprese che operano nel settore del turismo, del restauro, della manutenzione, del commercio, dei servizi, della riqualificazione delle aree urbane e degli immobili”. A tale proposito, aggiunge, “valutiamo molto positivamente la conferma delle detrazioni fiscali, concesse sugli investimenti per ristrutturazioni ed efficienza energetica. Esse hanno dimostrato tutta la loro utilità in settori, come le costruzioni e l’impiantistica, devastati dalla crisi”.
Altro tema dolente è il credito alle imprese. “Le banche danno sempre meno credito – lamenta il presidente della CNA – nonostante i finanziamenti della Bce e l’abbondante liquidità”. Una situazione a cui è necessario porre un argine perché, “senza credito non c’è ripresa né impresa”. Ma l’attenzione del governo viene posta soprattutto sulla pressione fiscale che, ormai, conclude, “ha raggiunto livelli incompatibili con lo sviluppo del Paese. La sua riduzione deve diventare una priorità assoluta dell’azione di Governo”.