Roma, 27 nov. (AdnKronos) – Laurea in giornalismo o master dopo una laurea triennale per accedere alla professione; riduzione dei membri del Consiglio nazionale da 130 a 70 con prevalenza dei professionisti; Giurì per la correttezza dell’informazione; modifica della disciplina sulla formazione continua. Sono le linee guida di una proposta di legge per la riforma dell’Ordine dei giornalisti presentata da Pino Pisicchio, presidente del Gruppo Misto alla Camera, che riprende il testo approvato all’unanimità a Montecitorio nella precedente legislatura, che il Senato non riuscì ad esaminare prima della conclusione della stessa.
Novità più rilevante rispetto a quei contenuti, le norme sulla formazione professionale, resa obbligatoria nel frattempo dal recepimento di una direttiva Ue. La proposta prevede che sia di qualità, svolta senza fine di lucro o commerciale e che ne siano esentati i giornalisti sospesi, quelli iscritti da più di vent’anni all’Albo, con più di 60 anni, eletti in Parlamento, nei Consigli dell’Ordine o di categoria. Inoltre agli organi disciplinari verrebbe assegnata la potestà di infliggere sanzioni adeguate, dall’avvertimento alla censura, in caso di mancato adempimento dell’obbligo.
Prevista l’intruduzione di un esame anche per i pubblicisti, mentre il Giurì per la correttezza dell’informazione, istituito presso ogni Corte di Appello, presieduto da un magistrato e composto da due membri nominati dall’Agcom e da due indicati dall’Ordine dei giornalisti, sarà chiamato a comporre i conflitti tra giornalisti e utenti, per contenere il ricorso alle cause giudiziarie e le querele temerarie. “Si tratta di mettere in moto un dibattito nelle Istituzioni e nel mondo della professione -spiega Pisicchio- per trovare un punto di caduta che consenta il rinnovamento della professione”.