(AdnKronos) – (Adnkronos) – Venezia è tra i porti analizzati dal progetto Poseidon, coordinato dall’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Cnr (Isac-Cnr). In laguna gli studiosi hanno messo a punto un metodo di raccolta e analisi dei dati che permette di isolare il contributo specifico delle emissioni navali all’inquinamento atmosferico totale. Grazie all’elevata frequenza di campionamento, infatti, è possibile raccogliere prima, durante e dopo il passaggio di una nave tutte le informazioni su polveri sottili (pm2,5) e gas (ossidi di azoto e zolfo). Nel periodo considerato, il contributo del traffico navale al pm2,5 è calato da 0,588 a 0,434 microgrammi per metro cubo, rappresentando il 3,5% del pm2,5 totale nel centro storico di Venezia.
Obiettivo del meeting organizzato dal dipartimento di Scienze ambientali, Informatica e Statistica di Ca’ Foscari era soprattutto quello di mettere a confronto i metodi di analisi e i risultati dei vari porti, per arrivare a una metodologia omogenea che, da una parte agevoli le attività di ricerca, dall’altra permetta una migliore informazione dei cittadini e fornisca nuovi strumenti ai decisori politici.
I rappresentanti di Ca’ Foscari, Isac-Cnr, Università di Patrasso e Scuola di Medicina di Fiume hanno concordato di utilizzare la metodologia ad alta risoluzione temporale sperimentata a Venezia anche per le analisi relative ai porti di Brindisi e Patrasso. Dai risultati preliminari, infatti, emerge che il contributo del traffico navale al totale della concentrazione di polveri sottili è confrontabile tra i vari porti, oscillando tra il 3 e il 7%.