(AdnKronos) – “L’esperienza – dice Paolo Moscioni, presidente Manageritalia Ancona e Marche – è stata straordinaria per i giovani, per i manager e per tutti noi che l’abbiamo voluta e realizzata. Ci ha insegnato che collaborando possiamo far veramente funzionare in sinergia i nostri anelli, quello dell’Università, di ISTAO, di Manageritalia e Federmanager e quindi delle aziende e dei manager, che fanno parte di quella stessa catena che deve formare i giovani, farli entrare nel mondo del lavoro, gestirli, farli crescere e continuare a formarli come tutti gli altri lavoratori. Nel 2015 replicheremo Vivi 5 giorni da manager, ma faremo molto di più, perché insieme possiamo fare tanto per il territorio. Vorrei che arrivassimo a fare almeno 30 giorni all’anno di contaminazione tra Università e mondo del lavoro, con docenti e studenti e imprenditori, manager e lavoratori che “collavorano”, lavorano collaborando, negli snodi base del lavoro e della competitività oggi”.
“Diversamente da quanto accade in generale in Italia, nella nostra regione – afferma Giuliano Calza, Direttore Generale Istao e presidente Aidp Gruppo Marche – si verifica una diminuzione della propensione delle imprese ad inserire figure specialistiche e tecniche. Si sta assistendo ad una riduzione della richiesta di scolarità intesa come assunzione di laureati e diplomati. Mi preme però sottolineare che già dal 2014 un laureato su 3 è di difficile reperimento (34,4%) e che una volta entrati in azienda 8 laureati su 10 (80,7%) avranno bisogno di ulteriore formazione con corsi interni o esterni alle imprese. Infatti, le imprese sentono, e sentiranno sempre più, la necessità di inserire figure preparate nel proprio organico e questo è l’impegno di Istato la cui missione è, da sempre, quella di formare persone autonome, capaci di pensare liberamente e diventare i leader di domani”.
“L’originalità del progetto – dice Gian Luca Gregori, prorettore Università Politecnica delle Marche – si esprime in tre parole chiave: timing (anticipare il contatto fra domanda e offerta di lavoro), esperienza (verificare le attitudini e le aspirazioni dello studente portandolo sui luoghi di lavoro) e perseguimento della “terza missione” dell’Università, cioè ricerca, didattica e rapporto con le imprese e il territorio”.