Palermo, 19 nov. (AdnKronos) – Con l’accusa di estorsione e truffa i carabinieri hanno arrestato a Monreale, nel palermitano, Luciano Tornambè, 47 anni, già presidente dell’ente di formazione “Coop Emmeciquadro” con sede in via Rapisardi, a Palermo. Le indagini sono scattate dopo le denunce di numerosi lavoratori “esasperati dalle prolungate e continuate vessazioni”, spiegano gli investigatori.
È stato così accertato che l’uomo ogni mese dopo aver pagato ai dipendenti gli stipendi variabili da 1500 a 2200 euro ne chiedeva la restituzione dietro minaccia di licenziamento o della cessazione dell’attività. Ai lavoratori veniva tolto così o tutta o parte della retribuzione, nel migliore dei casi restava loro il 50%. L’amministratore dell’ente di formazione aveva anche avanzato alla Regione siciliana la richiesta di accesso alla cassa integrazione in deroga per quattro dipendenti, attestando falsamente l’intervenuta sospensione dei lavoratori per accedere alle erogazioni pubbliche. Parallelamente, aveva inoltrato anche all’Inps delle attestazioni contenenti le false indicazioni sulla riduzione oraria dei lavoratori, mentre li teneva al lavoro.
Una mossa che gli consentiva, da un lato, di ottenere dalla Regione siciliana indebiti trattamenti di cassa integrazione guadagni, dall’altro l’Inps e i lavoratori subivano l’evasione delle somme che l’impresa avrebbe dovuto versare per le prestazioni invece fornite. Le indagini hanno così permesso di appurare come Tornambè era riuscito ad indurre la Commissione regionale per l’impiego con false attestazioni documentali a concedere il trattamento di Cig e aveva costretto un dipendente, sempre con la minaccia di licenziarlo ad apporre firme false attestanti la presenza di corsisti che in realtà non avevano partecipato ai corsi dichiarati.