Roma, 18 nov. (Labitalia) – E’ la prima trading company globale per il vino italiano di qualità. Si chiama ‘Canaletto’ e a fondarla sono stati Simest, società che opera a sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese italiane, e il Gruppo La-Vis, cooperativa trentina con 1.150 soci, attraverso la sua controllata ‘Casa Girelli’.
Canaletto ha sede a New York e il suo primo atto è stato quello di rilevare ‘Ethica Wines Inc.’, la società che opera da due anni nel mercato nordamericano e che ha raggiunto un fatturato di 3,5 milioni di dollari. Ma l’ambizione è molto più ampia: promuovere i marchi ‘Fine wines’ del Gruppo La-Vis, non solo nel Nord America, ma anche nei mercati dell’Estremo Oriente e della Russia. Per arrivare ad aggregare anche altre aziende italiane e potenzialmente anche altri prodotti dell’agroalimentare. Quanto al fatturato, l’obiettivo è di aumentarlo dell’85% entro i prossimi cinque anni.
“Canaletto diventerà presto – assicura Marco Zanoni, amministratore delegato di La-Vis – una bella realtà protagonista dello sviluppo dell’export italiano nel mondo. Che il progetto sia nato in Trentino è per noi motivo di particolare orgoglio e contribuirà significativamente alla valorizzazione sui mercati mondiali dei vini trentini, oggi ancora sottostimati”.
“Il supporto di un partner d’eccellenza come Simest – aggiunge Zanoni – ci rende ancora più forti e determinati a proseguire su questa strada. Ci auguriamo di trovare tanti nuovi partner, ed è proprio questo l’approccio, aperto e di sistema, del progetto. Penso che il vino italiano stava cercando da anni una soluzione come questa”.
“La La-Vis ci ha proposto un innovativo e originale modello di sviluppo commerciale del prodotto made in Italy – sottolinea Massimo D’Aiuto, amministratore delegato di Simest – che ha attirato subito la nostra attenzione. In particolare, abbiamo apprezzato la scelta di concentrarsi sui prodotti con marchio italiano di qualità e la volontà espressa dalla La-Vis di aprire la piattaforma ad altre aziende piccole e medie del settore, che spesso non hanno la capacità di costruire da sole una rete commerciale in giro per il mondo”.
“Simest interviene così, nel settore del vino, con un approccio orientato, per la prima volta, al trading – spiega – e per realizzare un modello aperto ad altre aziende. L’iniziativa rientra nel più ampio obiettivo strategico di Simest che intende favorire altri progetti di sviluppo qualificati del trading nell’intero comparto dell’agroalimentare, dove le nostre eccellenze necessitano di un sostegno più efficace e capillare sui mercati esteri”.