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Torino, oggi riflettori su Spatuzza

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TORINO – L'accesso al seminterrato del Palazzo di giustizia di Torino e' superblindato, in attesa dell'arrivo del neo pentito di mafia Gaspare Spatuzza, che questa mattina debutta in aula al processo d'appello a carico del senatore Marcello Dell'Utri, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. C'e' grande attesa per le parole che verranno pronunciate dall'ex boss mafioso di Brancaccio, che da un anno e mezzo collabora con i magistrati di mezza Italia e che accusa, tra gli altri, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il senatore Marcello Dell'Utri.

Spatuzza, tra gli assassini del piccolo Giuseppe Di Matteo e del parroco antimafia Pino Puglisi, verra' interrogato dal sostituto procuratore generale Antonino Gatto, che rappresenta l'accusa nel dibattimento che si svolge davanti alla Corte d'Appello di Palermo presieduta da Claudio Dall'Acqua, giudici a latere Salvatore Barresi e Sergio La Commare. L'aula in cui verra' interrogato Spatuzza, che sara' coperto da un paravento per non essere inquadrato, e' rivestita di legno chiaro. E' la stessa in cui si celebra il processo della Thyssen. Dovrebbe ospitare i quasi duecento giornalisti, provenienti da tutta Europa, che si sono accreditati per potere assistere al processo.

La lista degli organi di informazione contiene nomi non solo italiani. Sono indicati giornali francesi, olandesi, spagnoli. Ci saranno le telecamere della Bbc, e un inviato del Wall Street Journal, centinaia di giornalisti italiani. I livelli di sicurezza per l'arrivo del pentito Spatuzza sono molto alti. Sarà bloccata la corsia sud di via Cavalli, cioe' la strada che costeggia le aule sotterranee del Palazzo di giustizia di Torino.

Negli interrogatori resi davanti ai magistrati delle Procure antimafia di Palermo, Firenze, Caltanissetta e Milano, il pentito Gaspare Spatuzza, parla della strategia stragista di Cosa nostra, come nacque l'idea delle stragi e del presunto accordo politico stipulato con alcuni politici. Il 18 giugno del 2009, Spatuzza parla, ad esempio, del fallito attentato allo stadio Olimpico di Roma: "Giuseppe Graviano (boss di Brancaccio ndr) -dice il pentito- mi ha detto che 'tutto si e' chiuso bene, abbiamo ottenuto quello che cercavamo. Le persone che hanno portato avanti la cosa non sono come quei quattro crasti (cornuti ndr) dei socialisti che prima ci hanno chiesto i voti e poi ci hanno venduti. Si tratta di persone affidabili'. A quel punto mi fa il nome di Berlusconi e mi conferma, a mia domanda, che si tratta di quello di Canale 5. Poi mi dice che c'e' anche un 'paesano' nostro e mi fa il nome di Dell'Utri''. E' sempre il pentito Spatuzza a raccontare che ''Giuseppe Graviano mi dice che comunque bisogna fare l'attentato all'Olimpico perche' serve a dare il colpo di grazia e dice 'Abbiamo il paese nelle mani'".

Ma non e' solo Spatuzza a parlare di politici. C'e' un altro pentito, le cui dichiarazioni sono state depositate al processo Dell'Utri. Sono quelle di Pietro Romeo, che il 30 settembre scorso, quindi appena due mesi fa dice ai pm: ''La motivazione stragista di Cosa nostra era quella di fare togliere il 41 bis. Non ho mai saputo quali motivazioni ci fossero nella parte politica". E poi un altro pentito, l'assassino di don Pino Puglisi, Salvatore Grigoli, che il 5 novembre dice: ''Dalle informazioni che mi sono state date…le stragi erano fatte per costringere lo Stato a patti…".

Il pentito Gaspare Spatuzza, nei mesi, e' stato messo dai magistrati a confronto con due boss mafiosi: Filippo Graviano e Cosimo Lo Nigro. E' il 10 settembre scorso e Spatuzza, guardando dritto negli occhi Lo Nigro, ripercorre i preparativi per l'attacco allo stadio Olimpico. Lo Nigro non ribatte, lo guarda e solo alla fine gli dice: ''Rispetto le tue scelte, ma ancora ti chiedo: sei sicuro di cio' che dici e delle tue scelte?".

Nell'altro confronto, quello con Filippo Graviano, del 20 agosto 2009, i magistrati vogliono capire se davvero Graviano abbia detto la frase 'se non arriva niente da dove deve arrivare e' bene che anche noi cominciamo a parlare con i magistrati'. Secondo l'accusa era un messaggio per indicare che se la trattativa tra lo Stato e Cosa nostra non avesse avuto un esito positivo, il boss mafioso avrebbe potuto prendere in considerazione l'ipotesi di dissociarsi da Cosa nostra, un percorso che molti mafiosi, come si diceva nelle carceri, avevano intrapreso.

Graviano, davanti a Spatuzza dice: "Io non ho mai parlato con ostilita' nei tuoi riguardi". E ancora: "Mi dispiace contraddire Spatuzza, ma devo dire che non mi aspetto niente adesso e nemmeno nel passato". Adesso spetta al pentito Gaspare Spatuzza raccontare in aula la sua verita'… e saranno tanti in aula, e non solo, ad ascoltarlo.

Articlolo scritto da: Adnkronos