(AdnKronos) – In futuro, oltre alla famiglia Cremonini (azionista di maggioranza), Fsi, Qatar Investment Authority e Kuwait Investment Authority (tramite Fsi Investimenti), l’azionariato di Inalca potrebbe essere allargato ad altri investitori internazionali in posizione di minoranza, al fine di rafforzare l’espansione della società all’estero. Nel 2013, Inalca ha riportato ricavi per 1.559 milioni di euro, ebitda per 124,9 milioni e un risultato netto di 20,6 milioni. I dipendenti della società sono 2.700, di cui circa 1.700 in Italia. Si stima che l’impatto occupazionale in Italia, includendo l’indotto, sia di circa 14.000 addetti.
“Quello in Inalca -commenta Maurizio Tamagnini, Ad di Fsi- è il primo investimento della joint venture fra Fsi e Qatar Holding. Il settore alimentare italiano esprime numerose eccellenze che possono crescere con l’intervento di capitale di rischio di lungo periodo. Questo investimento è inoltre a supporto della distribuzione alimentare estera del Made in Italy, le cui potenzialità sono enormi”.
Fsi e Qia, sottolinea Vincenzo Cremonini, ad di Cremonini, “sono investitori altamente qualificati e di lungo periodo: questo ci ha permesso di valutare positivamente il loro ingresso nel capitale di Inalca e di condividere con loro la visione strategica e lo sviluppo della nostra azienda nel settore dell’agroalimentare italiano e internazionale. La struttura dell’operazione attraverso un aumento di capitale -conclude- ci consente di accelerare i nostri piani di investimenti e acquisizioni in Italia e all’estero”.