Roma, 6 nov.(AdnKronos) – Senza una “urgente” correzione nel funzionamento del sistema contributivo, prevedendo un tasso di capitalizzazione minimo che impedisca la svalutazione del montante quando il Pil è negativo, c’è il rischio che si “impoverisca ulteriormente il futuro pensionistico di milioni di italiani”. A lanciare l’allarme sono i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil, Vera Lamonica, Maurizio Petriccioli e Domenico Proietti.
“E’ ormai ufficiale quanto da tempo sosteniamo: con il calo poliennale del Pil si opera un altro taglio alle pensioni pubbliche, per effetto del tasso annuo di capitalizzazione dei montanti contributivi che, per la prima volta, diventa negativo”, spiegano sollecitando un “intervento di urgenza” per correggere “questa grave anomalia”.
“Chiediamo perciò al Governo ed al Parlamento un emendamento in tal senso alla Legge di stabilità, che si unisca all’altro, egualmente indispensabile, di eliminazione del previsto aumento dall’ 11,5% al 20% sui rendimenti annuali dei Fondi Pensione. Colpire la previdenza pubblica, per effetto della recessione, e quella integrativa, per effetto di una scelta politica sbagliata, produce effetti disastrosi che non sono più tollerabili”, concludono.