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Consulenti lavoro, procedure Inps da rivedere

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Roma, 3 nov. (Labitalia) – “Dopo quattro mesi dall’avvio delle nuove procedure Inps per il Durc interno e l’invio delle note di rettifica arretrate, si continuano a riscontrare discrasie nella gestione dei ‘semafori’ da parte dell’Inps”. E’ quanto si legge in una nota del Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro.
“L’Istituto è rimasto fermo due anni -fa notare- per via di una reingegnerizzazione dei propri sistemi interni, ma a maggio scorso è partito con le notifiche Pec per il Durc interno, nonostante il Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro suggeriva prudenza perché era evidente che il sistema necessitava di un robusto rodaggio”.
Per quanto riguarda il Durc interno, rileva il Consiglio nazionale, “i primi semafori rossi con lucchetto non hanno tenuto conto di eventuali dilazioni amministrative (o in Equitalia o di pagamenti effettuati direttamente al concessionario)”.
“L’invio delle Pec di maggio -continua- conteneva un errore che ha depistato diversi soggetti interessati. Nella evidenza delle cartelle esattoriali, infatti, il mese di competenza in realtà indicava la data di notifica. Le sedi provinciali dell’Inps sono rimaste indecise sul da farsi, proprio in virtù di queste situazioni controverse non sapendo fino a che punto spingersi per forzare detti semafori con intervento manuale”.
“Si è appurato, in questo contesto, che -avverte il Consiglio nazionale dei consulenti- il conteggio dei termini (in particolare il dies a quo e dies ad quem) per calcolare i quindici giorni utili per la regolarizzazione non risponde ai normali canoni civilistici”.
“L’Istituto, nonostante le citate segnalazioni di criticità, ha lo stesso inviato le Pec -sottolinea- con i preavvisi di accertamento del mese di giugno, salvo poi emettere un messaggio con il quale ha preannunciato l’invio di un’altra Pec che ne annullava l’efficacia”.
I predetti preavvisi Pec, precisa il Consiglio nazionale dei consulenti, “che rimandano al cassetto previdenziale per determinare esattamente il debito da regolarizzare, non contengono l’indicazione che tali debiti sono privi del calcolo delle sanzioni”. “Le aziende che hanno pagato, pertanto, solo la sorte capitale ora scoprono che sono ancora ritenute irregolari ai fini dell’articolo 1, c. 1175, legge numero 296 del 2006”, chiarisce.
“In questi giorni nell’evidenza rettifiche del cassetto previdenziale -rileva- sono comparse note relative al 2014 emesse ai sensi del predetto articolo 1, cit., con scadenze a partire dal prossimo 14 novembre, ma senza che le aziende abbiano ricevuto il preavviso telematico che invita alla regolarizzazione nei quindici giorni”.
I consulenti del lavoro ritengono che “ci siano pienamente gli estremi per rimandare ancora gli effetti della procedura Durc interno, almeno fino a quando il processo di reingegnerizzazione, avviato due anni fa dall’Istituto, non possa definirsi completato”. “In tal senso, saranno attivate le opportune verifiche con la Direzione generale dell’Istituto, anche al fine di evitare che questi disguidi creino complicazioni agli imprenditori”, conclude.