Roma, 3 nov. (Adnkronos) – “Celentano è tanto ignorante da non sapere che in Italia non esistono guardie carcerarie ma, soprattutto, che i poliziotti penitenziari, coinvolti nella vicenda giudiziaria sulla morte di Stefano Cucchi, sono stati assolti due volte dalle gravi accuse formulate nei loro confronti. Lo preferiamo come cantante, Celentano: almeno evita di dire stupidaggini…”. Lo dichiara Donato Capece, segretario del Sappe, sindacato autonomo di polizia penitenziaria, in merito alla lettera scritta da Adriano Celentano a Stefano Cucchi, sul blog, “Il mondo di Adriano”.
“Ognuno – prosegue Capece – è libero di dire quel che vuole, ma poi si corre il rischio di mettere in evidenza la propria ignoranza”. Celentano, “che ci aveva regalato un’altra perla del suo garantismo a intermittenza qualche tempo fa, quando chiese la grazia per Fabrizio Corona”, sappia che, “da sempre, l’impegno del Sappe è quello di rendere il carcere una ‘casa di vetro’, cioè un luogo trasparente dove la società civile può e deve vederci chiaro”.
Nulla, continua, “abbiamo da nascondere e, anzi, questo permetterà di far apprezzare il prezioso e fondamentale, ma ancora sconosciuto, lavoro, svolto quotidianamente, con professionalità, abnegazione e umanità, dalle donne e dagli uomini della polizia penitenziaria. Giusto per la cronaca, negli ultimi vent’anni anni, dal 1992 al 2012, abbiamo salvato la vita, in tutta Italia, ad oltre 17mila detenuti che hanno tentato il suicidio ed ai quasi 119mila che hanno fatto atti di autolesionismo, deturpando anche violentemente il proprio corpo: altro che le gravi accuse e illazioni di un cantante che evidentemente non ha più nulla da dire”, conclude Capece.