Roma, 31 ott. (AdnKronos) – ”Non si possono applicare due pesi e due misure”. Forza Italia prende spunto dal ‘reintegro’ di Luigi de Magistris e insorge contro la legge Severino che ha estromesso Silvio Berlusconi dal Senato con la decadenza, mettendolo fuori gioco dalla partita politica. ”E’ il momento di sanare il vulnus che ancora oggi grava sulla rappresentatività e sull’assetto politico-istituzionale del nostro Paese”, tuona Paolo Romani, presidente dei senatori di Forza Italia. ”La sentenza del Tar su de Magistris dimostra che il Senato ha agito contro Berlusconi tradendo disonestamente il diritto, rifiutando l’esistenza di un dubbio di legittimità costituzionale oggi ammesso da un Tribunale”, gli fa eco Renato Brunetta.
”In questo Paese la legge non è uguale per tutti perché, una cosa è essere leader del centrodestra, altra cosa è essere un sindaco di sinistra”, avverte Giovanni Toti. Il Cav, raccontano, su consiglio dei suoi legali, avrebbe preferito non commentare il verdetto del Tar campano, lasciando ai suoi colonnelli il compito di denunciare la disparità di trattamento riservata a lui rispetto al caso de Magistris. Per Berlusconi, raccontano ad Arcore, ormai è tutto chiaro: la legge Severino è stata usata solo contro di lui, per colpirlo.
Ora l’ex premier è tornato in campo e confida nella Corte europea dei diritti che, secondo lui, potrà solo cancellare la condanna Mediaset e riabilitarlo completamento facendogli recuperare la piena agibilità politica per candidarsi.