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Turismo: Finozzi (Veneto), quello italiano arretra ancora

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Venezia, 30 ott. (AdnKronos) – “Di fronte a notizie del genere, vedere che lo Stato vuole riaccentrare le competenze e mettersi in sostanza a fare l’imprenditore turistico mi fa rabbrividire: liberi piuttosto gli imprenditori veri dalle pastoie e dai costi aggiuntivi che ci mettono fuori mercato. Ci penseranno loro a far crescere il settore, come hanno fatto nei decenni d’oro durante i quali l’Italia era la prima meta turistica del mondo”. Marino Finozzi, assessore al turismo del Veneto, è sconcertato dai dati secondo i quali nell’economia dell’ospitalità, in Europa ci supera ormai anche la Germania.
“Il mio sconcerto nasce anche dal constatare che, in un anno “meteorologicamente” nero come il 2014, il turismo del Veneto, dove si conta un pernottamento ogni sei registrati in tutta la penisola, è in controtendenza rispetto al resto d’Italia e cresce in arrivi e presenze. Che non sono di per sé determinanti – dice ancora Finozzi – perché ciò che alla fine interessa le imprese turistiche è il reddito, che quest’anno deve fare i conti con danni materiali, cambiamenti forzati di abitudini turistiche e sconti per non perdere la clientela, anche se paga lo scotto. Ma se in un situazione non rosea calano anche questi, c’è da piangere”.