Home Nazionale Turismo: Finozzi (Veneto), quello italiano arretra ancora (2)

Turismo: Finozzi (Veneto), quello italiano arretra ancora (2)

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(AdnKronos) – (Adnkronos) – “Come fare per affrontare la situazione? Non ho ricette “politiche” miracolose, ma mi faccio interprete delle lamentele dei nostri operatori: per prima cosa occorre intervenire abbassando la fiscalità generale e locale per recuperare margini di concorrenzialità. E’ di oggi la notizia, di fonte Trivago, che gli hotel italiani sono tra i più cari d’Europa – spiega – Questo dipende anche, se non soprattutto, da imposte e balzelli che dai noi sono ormai altissimi e compromettono la possibilità di far crescere una ricchezza in un settore dove dovremmo primeggiare. Gli albergatori, tra Imu e Tasi, devono pagare fino a 770 euro a stanza solo per il fatto che questa esiste. L’Iva nel comparto ha un’aliquota tra le più alte del vecchio continente, mentre i redditi sono assorbiti dalle tasse per circa il 50 per cento”.
“In queste condizioni si fatica non solo ad essere concorrenziali, ma anche ad investire in qualità per dare le risposte richieste dai turisti di oggi. Poi evitiamo di fare leggi stupide, come quelle sulla demanialità o sui campeggi – avverte Finozzi – L’imprenditore ha bisogno di regole chiare, poche, di buon senso e non punitive. E attenzione ai contributi pubblici: devono servire veramente ma essere investiti seriamente. Se la crescita di ricchezza si dovesse calcolare sulla base dei contributi elargiti, il nostro Sud dovrebbe essere la capitale mondiale del turismo, cosa che forse merita ma che non è. E noi dovremmo essere in fondo alla classifica, mentre siamo in cima. Mi fermo qui, sperando che le diatribe in politichese che ci sommergono ormai da anni possano veder emergere i fatti dei quali abbiamo bisogno, e non solo nel turismo”.