Roma. 28 ott.(AdnKronos) – L’azione di lotta al sommerso e all’evasione contributiva messa in campo tra il 2010 ed il 2013 dall’azione coordinata tra Ministero del Lavoro, l’Inps, l’Inail e l’Agenzia delle entrate soffre di mancato coordinamento e di mezzi inadeguati. Il sistema di controllo attivato nel suo complesso perciò manifesta una “perdurante inadeguatezza”. Non solo. I risultati dell’intervento congiunto “sono contraddittori” e ad aggravare il quadro il continuo mutamento dello scenario legislativo che “rischia di incidere negativamente sulla concreta attività di vigilanza e controllo”. E’ la Corte dei Conti a radiografare i risultati del protocollo di intesa 4 agosto 2010 tra il ministero del Lavoro, Inps, Inail ed Agenzia delle entrate in materia di attività ispettiva per disciplinare l’interscambio di informazioni e dati finalizzati al potenziamento della lotta al “sommerso” e all’evasione contributiva.
Per i magistrati, infatti, persistono “problemi e diseconomie sul versante del coordinamento, con sovrapposizione o duplicazione di controlli e difficoltà nello scambio di informazioni, sopratutto a livello locale, a causa della indisponibilità di strumento informatici adeguati e con standard omogenei”.
Esistono, ad esempio, ancora “differenze sensibili” tra i dati Inps, quelli Unioncamere e quelli forniti dall’Istat per quel che riguarda le aziende attive sul territorio. Dati che invece sarebbero necessari, dicono ancora i magistrati, per mettere a punto “strategie adeguate” contro il lavoro nero, ed avere , soprattutto, “un quadro aggiornato sui diversi aspetti dell’evasione e sui risultati effettivamente ascrivibili al sistema dei controlli”.
Non solo. I risultati dell’azione congiunta “risultano contraddittori”: da una lato, infatti, si registra “una riduzione significativa e costante della massa degli interventi e del numero delle aziende individuate in posizione irregolare” e, dall’altro, “un incremento percentuale di tali aziende rispetto a quelle controllate e della manodopera irregolare (a differenza dei lavoratori completamente in “nero” che tendono a diminuire)”.
E ad aggravare il quadro, sottolineano ancora la Corte dei Conti, soprattutto “il continuo mutamento dello scenario legislativo e la stratificazione di norme talora non coordinate, a parte ogni giudizio di merito sulla validità delle soluzioni tecniche individuate dal legislatore”. Una mancanza di stabilità normativa che “rischia di incidere negativamente sulla concreta attività di vigilanza e controllo, la cui efficacia dipende anche dalla stabilità delle regole e dei criteri interpretativi ed applicativi di riferimento”.
Per questo, sono le conclusioni dell’indagine della Corte dei Conti, “a fronte della perdurante inadeguatezza del complessivo sistema di controllo, è stato espresso l’avviso che non esistano alternative all’opzione favorevole all’accentramento in un unico soggetto di diritto pubblico (Agenzia) dell’attività di pianificazione e gestione delle proiezioni ispettive nella materia giuslavoristica e previdenziale, con la previsione di efficaci strumenti di coordinamento con la vigilanza resa in materia di sicurezza e tutela sui luoghi di lavoro”, conclude l’indagine della magistratura contabile.