Roma, 27 ott. (AdnKronos) – Scatta la mobilità per 1634 lavoratori di Meridiana. Dopo poco più di un mese, il confronto tra Governo, azienda e sindacati, al ministero del Lavoro, si è risolto in un nulla di fatto e, dopo la decisione annunciata venerdì sera, la compagnia della Aga Khan avvia oggi le procedure previste dalla legge 223 in materia di licenziamenti collettivi. Una decisione che questa mattina l’azienda ha riconfermato, nel nuovo round presso il dicastero di via Flavia, respingendo le condizioni poste dai sindacati per poter condividere il documento presentato martedì scorso dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti.
Come previsto dalle legge, si apre la trattativa in sede aziendale. Ma anche sulla stessa scelta della sede si rischia, ora, un nuovo scontro tra l’aviolinea e i sindacati. Infatti, le organizzazioni sindacali puntano ad avviare il confronto ad Olbia, ‘cuore’ operativo del vettore dove possono contare sul pressing della mobilitazione dei lavoratori, mentre l’azienda punta a rimanere a Roma. Una decisione a riguarda verrà assunta nei prossimi giorni.
L’incontro di oggi, dunque, non ha fatto altro che sancire l’inevitabile fumata nera, dopo gli sviluppi di venerdì scorso. Il confronto, negli ultimi incontri di martedì’ e poi venerdì, si era incentrato sulla proposta ministeriale che, tra l’altro, prevedeva incentivi alla mobilità volontaria e al pensionamento per quei lavoratori che ne abbiano i requisiti e un possibile riassorbimento di un numero di lavoratori in Air Italy, l’altra compagnia del gruppo Meridiana, e un percorso di ricollocazione di altri esuberi, con l’intervento di Enac e Regione. A questa proposta l’azienda aveva dato il proprio assenso mentre i sindacati si erano riservati consultare la propria base. Consultazione avvenuta nelle assemblee di giovedì scorso nel corso delle quali i lavoratori hanno posto tre condizioni per poter andare avanti: ammortizzatori sociali, riunificazione delle due compagnie del gruppo, Meridiana e Air Europe, e piano di investimenti.
Le richieste dei sindacati sono state respinte al mittente dall’azienda e l’incontro di venerdì scorso era terminato con l’impegno del ministero del Lavoro a fornire in un nuovo incontro, fissato per oggi, ulteriori approfondimenti sulla questione degli ammortizzatori sociali. Ma poi in serata, a sorpresa, è arrivato l’annuncio dell’azienda, decisa a riavviare le procedure di mobilità, ‘congelate’ il 23 settembre scorso, giorno in cui si era aperto il tavolo al ministero del Lavoro.
Con queste premesse, si è arrivati all’incontro di oggi il cui esito sembrava così già scritto. Meridiana ha confermato, dunque, la riapertura delle procedure di mobilità e, nell’arco dei 75 giorni previsti dalla legge, si è detta disponibile a discutere con i sindacati di quanto già previsto dalla proposta del governo: riduzione degli esuberi, mobilità volontaria entro il 31 dicembre, esternalizzazioni. Meridiana aveva già proposto una diminuzione del numero degli esuberi da 1634 a 1366 unità, con il riassorbimento di 268 lavoratori in Air Italy.
Dura la reazione dei sindacati. “Era tutto già scritto – ha detto Massimiliano Marchese, rsa di Meridiana della Filt Cgil – l’azienda vuole gli esuberi e vuole la macelleria sociale. Qui non è più un problema di costo del lavoro ma di attacco al lavoro. Si vuol creare una bad company portando il lavoro in un’altra compagnia, con lavoratori la cui anzianità aziendale è al massimo di 5 anni”. E, inoltre, per il sindacalista della Filt, “è assordante il silenzio del ministro Lupi, che è la prima parte in causa al tavolo di trattativa su Meridiana e che non ha portato nessuna novità sulla riforma del trasporto aereo”.
Alta tensione, dunque, tra azienda e sindacati ma anche all’interno del fronte delle organizzazioni sindacali il clima è pesante, con le divisioni tra Filt-Cgil, Fit-Cisl, Usb e Apm, da una parte, e, dall’altra, Uiltrasporti, Anpac, Anpav e Avia, più favorevoli ad arrivare a un accordo sulla base del documento governativo. Al termine dell’incontro, è stato duramente contestato un sindacalista dell’Anpac, l’associazione dei piloti, che è stato inseguito da alcuni lavoratori della compagnia, che, anche oggi, hanno tenuto un presidio davanti al dicastero di Via Flavia.
In vista della nuova complessa fase della vertenza Meridiana, che sta per aprirsi, il Governo ass I ministeri del Lavoro e delle Infrastrutture e Trasporti assicurano la disponibilità a supportare azienda e sindacati. “Si tratta di una vertenza molto difficile, che si è innestata su una lunga fase di crisi dell’azienda, con più di 1.500 lavoratori in cassa integrazione da alcuni anni”, sottolineano il ministero del Lavoro e quello delle Infrastrutture in una nota. I due dicasteri hanno chiesto “a tutte le parti di assumere ed utilizzare come base per la prosecuzione del confronto i risultati ottenuti in questo periodo: riduzione del numero degli esuberi, attivazione della procedura di mobilità volontaria incentivata con parametri analoghi a quelli utilizzati per Alitalia”.
Per il Governo, “gli ulteriori spunti emersi nella riunione di oggi, come la disponibilità a discutere di esternalizzazioni e degli elementi di costo contrattuali per l’azienda, possono essere ulteriori temi di confronto, nella convinzione che sia il numero degli esuberi, sia la qualità complessiva dell’assetto dell’azienda nonché della sua efficienza, possano essere significativamente migliorati”.