Roma, 27 ott. (AdnKronos) – “Non sono d’accordo sul fatto che il calcio abbia trainato lo sport italiano negli ultimi decenni. Il calcio fa gli interessi del calcio, come è giusto che sia. Con tutto il rispetto che ho per gli amici del mondo del pallone, sono dell’avviso che ognuno abbia fatto la propria parte”. E’ la puntualizzazione fatta dal presidente della Federscherma, Giorgio Scarso, alla vigilia della Giunta del Coni che potrebbe ufficializzare la sforbiciata dei contributi temuta dalla Figc.
“Il calcio è sul piede di guerra? Sul piede di guerra -sottolinea Scarso- c’è lo sport che fa sacrifici tutti i giorni, che costringe i propri atleti ad andare a fare le gare a proprie spese. Non chi, viceversa, negli anni ha goduto di privilegi che sono al di sopra di quello che è corretto immaginare e che deve trovare il modo di razionalizzare gli impegni come siamo costretti a fare noi”.
Scarso, che è anche vicepresidente Coni, sottolinea che “negli anni scorsi si è assistito a una situazione in cui i contributi venivano assegnati ad alcune federazioni senza alcun parametro. Dico agli amici del calcio che se c’è da fare qualche piccolo sacrificio, siamo convinti che sia opportuno farli tutti. E’ importante non coltivare la cultura del sospetto di tagli a questo piuttosto che ad altri”.
Scarso sembra escludere anche la possibilità di restituire parte dei soldi alla Figc grazie al cosiddetto ‘tesoretto’ a disposizione della Giunta: “Non vorrei che esca dalla porta ed entri dalla finestra, niente porte girevoli. Se poi si toglie da una parte per ridarlo subito dopo non credo che ciò sia onorevole neanche per chi ci ha lavorato. Pertanto, il tesoretto verrà impiegato a beneficio di un’attenta visione di quello che potrà succedere, nell’ottica che non si intende dare attraverso questo strumento ciò che viene ripartito in maniera diversa”.