Torino, 25 ott. – (Adnkronos) – L’Expo 2015 e’ “una straordinaria occasione per una ritrovata consapevolezza della terra che ci nutre’, ma “il pericolo reale e’ che l’esposizione universale sia solamente l’occasione strumentale per parlare e promuovere il cibo come merce senza affontare concretamente questo argomento e le sue innumerevoli implicazioni”. Comincia cosi’ la lettera appello firmata dal fondatore di Slow Food, Carlo Petrini, da don Luigi Ciotti, presidente di Libera e dal regista Ermanno Olmi e resa nota oggi per la prima al Salone del gusto. Un appello perche’ l’esposizione universale di Milano in programma il prossimo anno “non si riduca a un’esposizione senz’anima, dove si enunciano vasti programmi e nobili intenzioni, mentre si tace sulla poverta’ e le ingiustizie che opprimono milioni di persone”.
“Siamo tre amici – si legge nella lettera – che si sono ritrovati per aprire un dibattito collettivo non piu’ moralmente rinviabile, vorremo insieme ad altri mettere a dimora un seme che possa crescere rigoglioso, il seme del buon senso e della dignita’ di ogni abitante della nostra casa comune, la terra, per rendere le parole ‘nutrire il pianeta, energia per la vita’ una realta’ per tutti”.
“C’e’ un grande bisogno di speranza e noi dobbiamo essere un segno visibile ricercando alleanze e fiducia, stupore e accoglienza reciproca. Speranza e’ la consapevolezza che solo unendo le forze degli onesti la richiesta di cambiamento diventa forza di cambiamento – concludono Petrini, Ciotti e Olmi – in questa visione ideale del mondo l’Expo deve diventare occasione per tutti gli uomini di buona volonta’ per condividere il proprio cibo con la coscienza che e’ anche e sempre quello degli altri”.