Home Nazionale Cgil: domani in piazza ‘per cambiare l’Italia’, Renzi ascolti voce lavoro/Adnkronos

Cgil: domani in piazza ‘per cambiare l’Italia’, Renzi ascolti voce lavoro/Adnkronos

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Roma, 24 ott.(AdnKronos) – Cgil in piazza per “cambiare l’Italia” e rimettere al centro dell’agenda politica il lavoro ma anche la dignità e l’uguaglianza. Sarà proprio questo, infatti, lo slogan e lo striscione che aprirà il corteo di domani che si annuncia imponente, almeno nelle intenzioni del sindacato che esplicita così la sua sfida al governo su Jobs Act e articolo 18.
“Il governo deve ascoltare la voce del lavoro e di chi propone il tema di creare occupazione, non togliere diritti”, dice alla vigilia della mobilitazione il leader Cgil, Susanna Camusso, rilanciando le proposte del sindacato che domani dal palco di San Giovanni girerà a palazzo Chigi: un “piano straordinario” per l’occupazione finanziato da una patrimoniale sulle grandi ricchezze, ammortizzatori sociali universali, estensione a tutti dello Statuto dei lavoratori, un contratto indeterminato a tutele crescenti e la fine di tutte le forme di precariato.
Un piano lontano dalle politiche del governo per il quale il consenso tra i lavoratori sta calando rapidamente. E lo dice fuori dai denti il leader Fiom, Maurizio Landini, prevedendo proprio per questo una piazza gremita oltre le previsioni. “E’ scattata tra le persone la necessità di rendere evidente che su lavoro ed economia non c’è più consenso con le politiche del governo” perché, spiega, “non è piaciuto questo cambiamento repentino, la scelta di andare in tv per parlare di licenziamenti e di voler prendere come riferimento il programma di Confindustria”. Sopratutto, a portare la gente in piazza domani sarà il fatto, conclude Landini, che “i lavoratori hanno percepito che non c’è nessuna svolta”.
In piazza domani, dunque, non solo il popolo della Cgil ma anche precari, disoccupati, giovani e studenti. Di numeri non se ne fanno anche se la macchina organizzativa di Corso Italia parla di 150mila persone ‘organizzate’ e altre 150mila in arrivo con i mezzi propri, al netto del Lazio che non è calcolato al momento.
Ma Camusso si sottrae al gioco dei numeri: “il governo deve ascoltare la voce dei sindacati non da una certa soglia di numeri in su”, dice ancora sottraendosi anche al gioco di chi vuole scavalcare il sindacato a sinistra.
Così la risposta al governatore della Puglia, Nichi Vendola, che ha dato per certo l’annuncio, domani dal palco, del prossimo sciopero generale è secca e senza repliche. “Fino a prova contraria la Cgil decide da sola. Domani parleremo delle nostre proposte, diremo che continueremo queste iniziative e faremo le nostre proposte. Ma la Cgil corre da sola, non dobbiamo seguire nessuna affermazione del dibattito tra i partiti politici”, risponde.
E a Squinzi che, criticando la scelta della piazza aveva profilato invece la necessità di unire le forze, replica: “L’appello ad unirci da una associazione di imprese oggi mi stupisce molto visto che siamo ormai alle prese con grandi imprese che decidono di licenziare e che non mi pare che si stiano facendo carico del tema del lavoro”.
La macchina organizzativa della Cgil, intanto, marcia a pieno ritmo: 2.500 i pullman prenotati, 10 i treni straordinari, una nave e due voli charter dalla Sardegna. Due, invece, i cortei che sfileranno per Roma per ricongiungersi nella piazza storica del sindacato, piazza S.Giovanni; uno da piazza della Repubblica e l’altro da piazzale dei Partigiani. Il serpentone che si dipanerà da Repubblica sarà aperto dagli operai della Ast di Terni, in lotta contro un piano industriale che prevede 500 licenziamenti e il ridimensionamento dell’impianto siderurgico della città umbra mentre quello in partenza da Ostiense vedrà in testa i lavoratori dell’azienda Titan, una delle fabbriche ‘occupate’ dai lavoratori contro il piano di licenziamenti.
E la fantasia, al grido di “Are you ready to go?”, accompagnerà un corteo che si preannuncia colorato e ironico: dalla pettorina dei “maledetti toscani”, firmata Staino, alle ‘supercazzole’ contenute nel Jobs Act, fino all’ironia graffiante del video preparato da giovani di Corso Italia contro la legge delega sul lavoro, la Jobs Car, che sarà trasmesso dal palco. Un palco su cui si avvicenderanno 13 interventi di lavoratori, giovani, precari e immigrati prima che, verso le 13, il leader Cgil Susanna Camusso prenda la parola. E al termine, tutti a ‘saltare’ sulle note di Bella Ciao, ritmate dai Modena City Ramblers.