Roma, 24 ott. (Adnkronos) – Da alcuni anni è in forte espansione una nuova forma di randagismo, si tratta del randagismo bovino, mucche anziane lasciate al pascolo, vere e proprie mandrie clandestine che si muovono nei campi della montagna del centro e sud Italia molto spesso riconducibili alle attività parallele di gruppi malavitosi. Complessivamente si calcola che siano oltre 44mila i ‘bovini randagi’ che in alcuni casi vengono chiamati ‘mucche sacre’. Aidaa, si legge in una nota, lancia dunque una nuova campagna per tutelare i bovini da latte e da lavoro randagi attraverso il gruppo dei Cornuti Italiani di Aidaa, l’associazione italiana in difesa di animali e ambiente.
Il gruppo si pone l’obbiettivo di lottare per superare lo sfruttamento animale anche nel settore dei bovini e vuole diventare punto di riferimento di tutti quegli allevatori che rifiutano come principio lo sfruttamento degli animali e la loro morte per macellazione. Gli addetti al settore si pongono come vero e proprio ‘sindacato’ a tutela dei bovini da lavoro e da latte e si dichiarano “contro gli allevamenti intensivi dei quali chiede l’immediata chiusura”. I Cornuti italiani inoltre vogliono avviare un serio confronto anche con le autorità sanitarie e veterinarie italiane al fine di tutelare la vita e l’alimentazione corretta di tutti i bovini.
“Il nome è chiaramente provocatorio, ma Aidaa anche in questo caso vuole puntare alla tutela reale e legale degli animali compresi i bovini da latte e da lavoro” dice Lorenzo Croce presidente nazionale di Aidaa. “Con Cornuti Italiani di Aidaa nasce un nuovo gruppo di animalisti e amanti dei bovini che non solo non li sfruttano né li macellano ma che lavoreranno per la chiusura degli allevamenti intensivi e – conclude Croce – per far conoscere le condizioni di sfruttamento di questi meravigliosi animali che una volta portati allo stremo vengono poi abbandonati se non macellabili”.