Home Nazionale Cgil: Squinzi ‘manifestazione non serve’, Camusso ‘è solo l’inizio’/Adnkronos

Cgil: Squinzi ‘manifestazione non serve’, Camusso ‘è solo l’inizio’/Adnkronos

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Roma, 22 ott(AdnKronos) – Tornano ad incrociare le spade il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, e il leader Cgil, Susanna Camusso. La legge di Stabilità, infatti, scava un solco profondo tra sindacato e imprenditori, che archiviano così, al momento, la stagione degli accordi interconfederali. Se il taglio dell’Irap e la decontribuzione dei nuovi assunti corona il sogno di viale dell’Astronomia, la mancata ‘svolta’ della politica del governo Renzi a favore del lavoro, inquieta la Cgil. E la manifestazione del 25 ottobre prossimo contro il Jobs Act, oltre alla modifica dell’articolo 18, fanno il resto.
“Visti i bassi livelli di produzione, nessuno si strapperà i capelli”, ha commentato Squinzi da Bologna, molto vicino a quel ‘ce ne faremo una ragione’ con cui il premier Renzi aveva liquidato, nelle settimane scorse, l’opposizione della Cgil. Quel che è certo, dice, è che viale dell’Astronomia “non è preoccupata” dall’imminente prova di forza del sindacato, e che “alle imprese la manifestazione non servirà”. Certo, avverte anche che “da sola la legge di stabilità non è sufficiente per uscire dalla recessione” e che servono “il rilancio degli investimenti, privati e pubblici” ma la legge comunque “segna una discontinuità rispetto alle precedenti leggi di stabilità “.
Per il sindacato, invece, il 25 ottobre non segnerà un punto di arrivo ma solo di partenza per cercare di riorientare la politica del governo. Lo ripete ancora oggi Susanna Camusso da Genova. “Non sarà la conclusione di una stagione ma l’inizio”, dice perchè “pensiamo che sia necessario e possibile cambiare la legge delega sul lavoro e la legge di stabilità”.
E il messaggio che la Cgil spedisce a palazzo Chigi ma anche a Confindustria è che il sindacato “non rinuncerà alla battaglia” nonostante il “moltiplicarsi di voti di fiducia in Parlamento”, ammonisce ancora Camusso. “La partita non è finita, abbiamo davanti a noi una stagione che ha bisogno di tutta la fantasia e della capacita’ di coinvolgere anche tutti coloro che non sono coinvolti per far crescere la mobilitazione”.
Fantasia che non manca al popolo della Cgil che in queste ore moltiplica le iniziative per tenere alta l’attenzione e l’umore dei lavoratori. E la creatività si scatena; dalla pettorina dei “maledetti toscani”, firmata Staino alle ‘supercazzole’ contenute nel Jobs Act, fino all’ironia graffiante del video preparato da giovani di Corso Italia contro la legge delega sul lavoro, fervono i preparativi per scendere in piazza. Al grido di “Are you ready to go?” è un continuo aggiornare i dati su pullman e auto disponibili al trasporto, contare e ricontare le presenze in arrivo da tutte le regioni d’Italia. Sono i social network a imbastire il file rouge che lega tutte le iniziative in campo ed è l’umorismo l’arma più usata per smontare le ‘ragioni’ del governo.
Così è per l’hashtag lanciato dai giovani della Cgil #lesupercazzole per “smascherare il Jobs Act renziano e chiarire che, nonostante la fanfare governativa, con questa legge i lavoratori di serie A e serie B rimarranno”. E in campo scendono anche i vignettisti più famosi: Stefano Rolli firma una divertente strip in cui la casalinga dice al marito operaio: “licenziato? e le tutele crescenti? E lui: “non hanno fatto in tempo a crescere”. Anche non pochi registi ‘firmeranno’ la loro partecipazione alla piazza. “Per cambiare l’Italia” è il titolo provvisorio dell’opera che sarà girata durante la manifestazione da Mimmo Calopresti, Sabina Guzzanti e Moni Ovadia,tanto per citare i più noti, coordinati da Citto Maselli. (segue)
Ma non sarà l’unico video per l’occasione, La ‘cineteca’ Cgil infatti prevede la ‘messa in onda’ anche di un videospot di circa 50 secondi che evoca ‘Il Quarto Stato’, il celebre dipinto di Giuseppe Pellizza da Volpedo, prodotto dalla Camera del Lavoro di Catania, regia di Riccardo Napoli e di quello, divertente, girato dai giovani della Cgil sulle ‘contraddizioni’ ed i pericoli del Jobs Act in cui si fronteggiano un abile venditore di macchine da un lato, e una giovane compratrice dall’altro, impegnati in una serrata trattativa per la compravendita di una macchina, il nuovissimo modello ‘Jobs Car’.
Ma la manifestazione del 25 non è solo adesione. La mobilitazione in qualche modo crea anche spaccatura. In piazza sì, in piazza no, e’ il dilemma infatti che sta attraversando il variegato mondo del precariato e delle partite Iva sulla partecipazione o meno alla manifestazione della Cgil. Tra Reti e Comitati, infatti, si riflette sull’opportunità di sfilare con il sindacato di corso d’Italia contro il Jobs Act e le altre misure del governo.
“No, noi non saremo in piazza il 25 ottobre perchè crediamo che sulla riforma del lavoro del governo in questo momento ci debba essere un atteggiamento più propositivo che oppositivo”, spiega Laura Calderoni, tra le fondatrici del ‘Comitato Iva sei partita’ che raggruppa ingegneri e architetti precari a partita Iva.