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Banche: Ig, su stress test e aqr a rischio Mps e Carige

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Milano, 22 ott. (Adnkronos) – Non tutte le banche italiane riusciranno a passare indenni gli esami delle autorità finanziare europee. Monte dei Paschi di Siena e Banca Carige sono i due istituti che hanno maggiori probabilità di non passare il Comprehensive Assessment che comprende sia le valutazioni della Bce sugli Asset Quality Review (Aqr) e sia il giudizio dell’Eba sugli stress test. E’ quanto emerge da uno stima di Ig presentata oggi a Milano e che si basa sulle ricerche dell’istituto tedesco Zew e del centro americano per la ricerca in politica economica, il Cepr.
“C’è il 50-60% di possibilità – spiegano gli analisti di Ig – che Mps e Carige non riescano a superare gli esami”. Lo studio si basa sull’analisi dei 128 istituti bancari che sono stati esaminati da Bce-Eba e ne calcola il Common equity tier 1 ratio (Cet1): gli istituti che hanno un numeratore maggiore dell’8% passeranno i test; chi sarà sotto il 5,5% dovrà rivedere la propria gestione. Secondo lo studio di Ig, tra i sicuri della promozione in Italia ci sono Intesa Sanpaolo, Unicredit e Mediobanca; Ubi, Banco Popolare e Bpm sono a metà strada; Mps e Carige “rischiano una bocciatura”.
Gli istituti promossi saranno quelli che sono riusciti a ‘ripulire’ i propri bilanci, aumentandone la trasparenza. Intesa Sanpaolo e Unicredit, ad esempio, si sono impegnate in questi ultimi mesi nella vendita dei cosidetti crediti deteriorati, i non performing loan (npl), e questo dovrebbe agevolare un giudizio positivo da parte della Bce. I voti saranno dati sulla base dei numeri registrati nei bilanci del 31 dicembre 2013 e nelle stime di Ig solo Banca Carige è al limite con un numeratore fermo al 5,8%. (segue)
Le banche di Genova e Siena pagheranno “i deboli risultati – dicono gli analisti Ig – che hanno evidenziato in termini di Cet1, di mancanza di progetti importanti di vendita di crediti deteriorati, di insufficienza di fondi rivolti a coprire le perdite sui npl”. Nel caso di Monte dei Paschi peserà anche il massiccio “possesso di titoli di Stato italiani” che nell’ottica degli stress test, nati per valutare la tenuta di una banca dopo un eventuale shock finanziario, potrebbero incidere notevolmente sul giudizio finale di Bce e Eba.
Lo studio di Ig valuta solo 8 delle 15 banche italiane che domenica saranno giudicate dalle autorità finanziare europee perché, spiegano, sarebbe stato troppo complicato tracciare gli scenari anche per gli altri sette istituti bancari. Il giudizio complessivo sul Comprehensive Assessment è per Ig “positivo” per gli effetti che potranno esserci: consolidamento del settore, cessione di crediti deteriorati, riforme sulla governance e la possibile creazione di una ‘bad bank’, statale o privata, che raccolga proprio i non perfoming loan posseduti dagli istituti.
In ottica europea, Ig sostiene che “le sorprese negative” potrebbero arrivare da Italia e Germania. Le Landesbanken tedesche rischiano di far registrare “criticità al momento nascoste” nel suo sistema di banche. E i mercati, già volatili negli ultimi giorni anche per i timori legati all’esito di stress test e Aqr, potrebbero reagire portando gli istituti bancari europei “ad aggiornare i minimi delle ultime sedute”.