Home Nazionale Calabria: ipotesi intesa a sinistra crea tensioni Ncd, area Lupi frena

Calabria: ipotesi intesa a sinistra crea tensioni Ncd, area Lupi frena

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Roma, 21 ott. (AdnKronos) – Acque sempre agitate nel Nuovo centrodestra. I malumori arrivano soprattutto dalla Calabria in vista delle regionali del 23 novembre. Nel partito c’è confusione e tensione a poche ore dalla chiusura delle liste (il termine di presentazione scade dopodomani). Consumatasi la definitiva rottura con Forza Italia che correrà per il dopo-Scopelliti con Wanda Ferro sostenuta da Fdi, gli alfaniani, almeno quella parte che fa capo al coordinatore regionale Antonio Gentile, starebbero ancora trattando con il centrosinistra e l’Udc, ma Mario Oliverio non avrebbe alcuna intenzione di stringere alleanze, nonostante il pressing arrivato anche dalla segreteria nazionale del Pd.
In queste ore si sono intensificati incontri e contatti e Gaetano Quagliariello starebbe facendo di tutto per uscire dallo stallo ed evitare strappi. Raccontano di incontri notturni nella sede di via in Arcione con il coordinatore nazionale impegnato a trovare una soluzione che accontenti tutti e sia la meno indolore possibile. L’eventuale appeasement con Oliverio, riferiscono fonti parlamentari, non sarebbe affatto gradito dall’ala di Ncd guidata da Maurizio Lupi, da sempre favorevole a un’intesa elettorale alle regionali con il centrodestra e contraria alle cosiddette geometrie variabili.
I fedelissimi dell’ex ministro dei Trasporti, per ora, stanno alla finestra e attendono l’esito delle trattative, ma se dovesse spuntare un accordo a sinistra, sarebbero pronti a puntare i piedi con forza.
”Perchè in Emilia- Romagna si va da soli con i centristi e in Calabria non si può fare allo stesso modo?”, si chiede un autorevole esponente dell’area Lupi. Allo stato, dunque, sembra davvero difficile un’intesa tra il partito di Angelino Alfano e Oliverio e al polo moderato, formato per lo più dagli uomini di Gentile e dall’Udc, non resterà altro che correre da solo: ognuno presenterà il proprio simbolo e i propri candidati con un governatore condiviso ancora tutto da individuare.
Di certo, si tratterà di una mossa molto rischiosa, ma quasi obbligata, perchè il quorum per le coalizioni fissato dalla nuova legge elettorale all’8 per cento (mentre per le singole liste è al 4%) risulta un ostacolo davvero difficile da superare. A rendere più complicate le cose, le nuove defezioni tra le fila di Ncd: l’ultimo a dire addio agli alfaniani è stato l’attuale capogruppo del Nuovo centrodestra in Consiglio regionale, Giampaolo Chiappetta (non si sa verrà candidato nella lista ufficiale di Fi o troverà posto in una delle liste a sostegno della Ferro).
Anche Tilde Minasi, altro esponente di spicco calabrese, ha deciso di lasciare Alfano per aderire, però, a Fratelli d’Italia.Le tensioni locali si ripercuotono necessariamente a livello nazionale, dove continua a circolare la voce, puntualmente smentita, di un’opa sempre in atto da parte di Silvio Berlusconi su Ncd (sarebbero sempre dieci i senatori pronti a lasciare Alfano per tornare all’ovile azzurro o formare un gruppo di ‘responsabili’, modello Gal, capace di condizionare la legislatura e il governo Renzi).