– Più moderata, più ‘normale’, non drogata dalla bolla degli scorsi anni: il mercato del lusso punta nel 2014 a raggiungere i 223 miliardi, in crescita del 5% a cambi costanti e +2% a cambi correnti, un risultato di poco inferiore al +7% registrato nel 2013. Secondo quanto elaborato da Bain&Co e presentato in occasione dell’annuale appuntamento con l’Osservatorio Altagamma, il mercato del lusso si sta adattando ad una minore ma più sostenibile crescita nel lungo termine. Una domanda stabile da parte dei consumatori cinesi e un rinnovato interesse per il lusso da parte dei mercati maturi, ovvero Stati Uniti e Giappone, hanno aiutato a controbilanciare quello che poteva essere un declino significativo del mercato, colpito dalle fluttuazioni delle valute, dalle debolezza dell’Europa e da avanti come la crisi in Crimea e le protesta di Hong Kong.
“La Cina – sottolinea Claudia D’Arpizio, partner di Bain Milano – è un mercato molto importante per il lusso e il governo sta perdurando in un processo di moralizzazione a 360 gradi che va dal proibire gli alberghi a cinque stelle ai governativi che viaggiano, a ridurre il visto per Macao da sette a cinque giorni lavorativi, a controllare l’utilizzo degli alcolici. Insomma quelle che pensavamo fossero misure temporanee sembrano persistenti e sembra che ci sia la volontà di proseguire con questo tipo di controlli”.
Questo, tuttavia, non è un fattore negativo, secondo D’Arpizio, ma “fa emergere il vero mercato, i veri consumatori che possono spendere. Sta togliendo una bolla, un cappello sul quale ci eravamo adagiati e ci fa capire chi sono i winner e loser e come si può conquistare il consumatore”. Prima era più facile ma ora “rimane un mercato importantissimo che è più difficile da conquistare” conclude D’Arpizio. (segue)