(Adnkronos) – Il settore delle imprese familiari, in generale, rappresenta circa il 70-90% del prodotto interno lordo mondiale e la sua vitalità è un efficace strumento di misura dello stato di salute dell’economia. A livello italiano, si avverte diffusamente uno svantaggio percepito sul fronte dello sviluppo dell’offerta, sulla marginalità e in particolare nel controllo dei costi e dei flussi di cassa, unitamente all’esigenza di riorganizzare la gestione.
Uno dei punti centrali, secondo lo studio di Pwc, è la gesitone del passaggio generazionale. Il tema torna attuale, considerati irecenti fatti che hanno interessato la multinazionale Luxottica. Il 53% del campione globale degli intervistati afferma di aver pianificato la successione per tutti, o quasi, i ruoli senior in azienda (solo il 35% in Italia), ma solo il 30% di questi piani sono realmente documentati.
Su scala globale, le imprese a conduzione familiare si trovano in condizioni ragionevolmente di salute, se si considera che il 65% ha registrato una crescita negli ultimi dodici mesi e che il 70% ha aspettative di crescita stabile per i prossimi cinque anni. A livello italiano, però, questa percentuale si riduce al 52%. Tuttavia, a livello mondiale la crescita futura delle imprese familiari è gravata dalle avverse condizioni di mercato e dall’incertezza valutaria, che insieme rappresentano la principale preoccupazione delle imprese familiari a livello globale (63% del campione, rispetto al 60% del 2012)