Roma, 15 ott. (Adnkronos) – In Iraq la battaglia anti Isis non può restare sulle spalle dei curdi e dell’esercito regolare iracheno, e l’Italia non solo dovrebbe operare di più per diventare play maker nell’area ma dovrebbe considerare che per i curdi i bombardamenti di Usa e Gb sono importanti e trarne le conseguenze operative. E’ la linea che emerge dalla missione che Mario Mauro, presidente dei Popolari, e Paolo Romani, presidente dei senatori Fi, hanno svolto nel Kurdistan iracheno.
I senatori, che domani riferiranno alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato, hanno illustrato la loro esperienza in una conferenza stampa a palazzo Madama. Per l’ex ministro della Difesa, “l’Italia deve diventare un play maker nella regione e convindere Usa e Gb a usare più franchezza con la Turchia che insieme ad altre potenze, come Iran e Arabia Saudita, ricorre a troppi infingimenti”.
“L’avanzata dell’Isis -avverte Mauro- rischia di suggellare il fallimento politico di tutta l’operazione che ha portato alla destituzione di Saddam Hussein. Paolo Romani ha evidenziato che “dall’Italia i curdi si aspettavano ben altro che qualche vecchio fucile e un po’ di munizioni”. (segue)