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Confitarma: Grimaldi, settore tiene, ad armi pari con concorrenza

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Roma, 15 ott. (AdnKronos) – L’industria armatoriale ha retto e regge all’impatto della crisi e continua a fronteggiare la concorrenza ad armi pari. Non che il settore sia passato indenne, visto che “alcune aziende non sono sopravvissute alla battaglia e altre hanno riportato profonde ferite”, ma nel suo insieme il comparto “ha tenuto”. Per questo, “è fondamentale che non vengano in alcun modo modificati i pilastri su cui si poggia la competitività della flotta, competitività che ci consente, anche in presenza di crisi come l’attuale , di continuare a investire, creare occupazione, formare giovani per le carriere di mare e di terra, fare logistica”. E’ questo il monito che giunge dal presidente di Confitarma, Emanuele Grimaldi, in occasione dell’assemblea annuale della confederazione degli armatori.
Un quadro, quello tratteggiato da Grimaldi, che vede, in una situazione recessiva con un modesto incremento dello 0,5% previsto per il 2015, “le attività marittime che risultano stabili e continuano ad essere molto importanti per il Paese, producendo ogni anno beni e servizi per circa 40 miliardi di euro, il doppio di comparti strategici per il Paese come tessile e telecomunicazioni”. Non solo. “Nel 2014, la disoccupazione, specie quella giovanile, tocca il massimo storico, mentre l’occupazione del cluster marittimo – sottolinea Grimaldi – è in controtendenza e tuttora impiega più di 215 mila persone direttamente e altre 265 mila nell’indotto”.
Grimaldi ha poi sottolineato come siano poi cresciuti gli investimenti. “Negli ultimi 10 anni, gli armatori hanno investito più di 15,5 miliardi di euro nel rinnovo del naviglio, oggi ancora più giovane, tecnologicamente avanzato, sicuro e rispettoso dell’ambiente”, prosegue il presidente di Confitarma ricordando poi come “il turismo che viene dal mare continua a contribuire all’economia del paese, creando ricchezza e posti di lavoro”.