Roma, 9 ott. (AdnKronos) – “In prospettiva, il recente ribasso dei corsi petroliferi, la moderata crescita della domanda di gas naturale e l’importanza crescente dei mercati a pronti suggeriscono pressioni contenute sui prezzi del gas naturale all’ingrosso. Tuttavia, le tensioni tra Ue e Russia dovute alla situazione in Ucraina sono fonte di rischi al rialzo”. A sostenerlo è la Bce in un approfondimento dedicato ai prezzi del gas al consumo nell’area dell’euro. “Anche un inverno più rigido del consueto potrebbe indurre rincari nei mercati a pronti, sebbene sia probabile che questi siano di breve durata”, sottolinea la Bce.
Dall’inizio del 2014, rileva l’Istituto di Francoforte, “i prezzi del gas all’ingrosso in Europa sono diminuiti, nonostante la difficile situazione politica in Ucraina e le incertezze riguardanti la fornitura di gas della Russia”. I riscontri nei mercati suggeriscono che, nonostante i rischi geopolitici, “la debolezza dei prezzi del gas in Europa è riconducibile a una combinazione di fattori: il perdurare di una domanda contenuta per effetto di una moderata attività economica, un inverno molto mite (minore domanda per riscaldamento) e un’estate relativamente fresca (minore domanda per la generazione di aria condizionata) nel 2014, nonché il fatto che in Europa gli impianti di stoccaggio hanno quasi raggiunto la capienza massima”.
La flessione dei prezzi del gas all’ingrosso (prezzi alla frontiera e, in particolare, nei mercati a pronti), rileva ancora la Bce, è stata più marcata di quanto atteso sulla base dei passati comovimenti con i corsi petroliferi. Inoltre, i prezzi al consumo finora hanno seguito più da vicino i prezzi contrattuali alla frontiera, forse perché i mercati a pronti sono più orientati ai maggiori utenti industriali.