Home Nazionale Giustizia: Storace, nel Palazzo pensano a soluzioni ipocrite su vilipendio

Giustizia: Storace, nel Palazzo pensano a soluzioni ipocrite su vilipendio

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Roma, 7 ott. (Adnkronos) – ”E’ deprimente la vulgata che gira in ambienti importanti della politica e delle istituzioni a proposito del processo che si concluderà tra due settimane: e dovrà concludersi con l’assoluzione o la condanna per aver dato dell’indegno a Napolitano e nonostante il chiarimento successivo fra noi due. Io e i miei avvocati sosteniamo che non c’è reato e che debba esserci quindi l’assoluzione”. Lo scrive il leader de La Destra Francesco Storace sul sito del partito e sul ‘Giornale d’Italia’.
“Se c’è condanna – aggiunge – la riterremmo davvero indegna e quindi chiederemmo di non concedere i benefici di legge, ovvero la sospensione condizionale della pena. Subito in gattabuia, dalla stessa sera della sentenza. Anche perché se si vuole fare esplodere il caso, non c’è bisogno di attendere le lungaggini dell’appello. Una botta e via. Dice il malizioso, pensando di ferirmi: ‘Ti vuoi fare arrestare’. Certo, se la lesa maestà è punita ancora dal codice mi faccio arrestare e così questo paese democratico mostrerà la sua natura di regime. ‘Ma tanto non andrai in carcere’, dice il compare del primo con l’aria di chi la sa lunga, ‘ti danno la condizionale, puoi rinunciare alla prescrizione ma non alla pena che è stabilita dal giudice nelle forme che ritiene'”.
“Ah si’? Vorrà dire – prosegue Storace – che dovrò reiterare il reato, stampando ogni giorno la parola indegno sul mio quotidiano. E ogni volta il ministro Orlando dovrà autorizzare – come fece Mastella – l’apertura del procedimento nei miei confronti: ci sarà premeditazione, volontarietà, condotta criminale. Che altro si potrà pretendere per sbattermi dentro? Un altro sapientone dice che voglio costruire la mia ‘fortuna politica’. In pratica, andando in galera farei il martire e quindi potrei risorgere. Non si fa prima a leccare il deretano a un qualsiasi leader per costruire la propria ‘fortuna politica’? (segue)
Napolitano parli, chieda che senso ha questo processo
(Adnkronos) – “Sono discorsi tipici -denuncia Storace- di chi invece non ha coraggio nella vita, e che non e’ disposto a combattere per casi meno conosciuti, perché il reato di vilipendio potrebbe colpire chiunque possa risultare indigesto al ministro della giustizia di turno, a seconda del suo umore perché questo indica la procedura”.
“In realtà, se mi assolvono -argomenta- sarà semplicemente finita in ritardo una storia che doveva terminare quando salii al Quirinale a chiarirmi con Napolitano. Se mi condannano e non mi arrestano, mi toccherà invece reiterare il reato, ogni giorno. Magari proprio scrivendo indegno ogni giorno sul Giornale d’Italia. Sai che fortuna”.
“Proprio perché è una cosa seria -continua- nessuno si può permettere di scherzare su una battaglia politica condotta a viso aperto. Se vuole interromperla, Napolitano, se proprio ci ha ripensato sull’abrogazione dell’art. 278 del codice penale – quello che regola le sanzioni per il vilipendio del capo dello Stato – uno strumento ce l’ha: dica due paroline, chieda anche lui pubblicamente che senso ha questo processo. E vedrà che tutto finirà”, conclude Storace.